[Inchiesta] Il contributo del Consorzio di Bonifica (work in progress – 25-7-2017)

In questi giorni centinaia di cittadini hanno ricevuto una lettera con dentro un bollettino postale e la cifra, variabile, di un contributo al sostegno del Consorzio Valdarno. Le telefonate in redazione sono arrivate numerose. Quindi, come sempre, cerchiamo di capire che cos’è questa nuova tassa, definita iniqua da molti cittadini?

La busta che il proprietario di immobile riceve consta di tre documenti scritti con un carattere piccolo, quasi illegibile. A prima vista in molti hanno cestinato la busta ritenendola una fregatura! Invece si tratta di una vera e propria tassa, il cui senso logico cercheremo di spiegarlo di seguito. Partiamo da qualche anno addietro, perché codesta tassa viene già pagata in Toscana da quelli della Lunigiana, ma anche altrove in Italia.

C’è chi fra i media in toscana, quelli che di consueto appoggiano le decisioni del governo di turno, dice che non si tratta di una tassa, ma di un contributo; sta di fatto che, comunque è un “tributo” da pagare, quindi mettetela come vi pare, ma sempre soldi vengono chiesti ai cittadini.

Chi paga questo tributo, scrive una certa stampa, dovrebbe ricevere benefici dall’attività dell’ente. Ok…e sin qui ci siamo, d’altronde se ho un fabbricato o terreno vicino ad un torrente o un fiume mi sta bene “contribuire”. E gli altri cittadini ? Quelli che non hanno l’Arno vicino ed il torrente, devono pagare ugualmente e per quale motivo ?

La tassa è un tributo versato da un privato a un ente pubblico per un servizio erogato e si distingue dall’imposta per il fatto che quest’ultima è obbligatoria e non ha alcuna relazione con l’espletamento di un’attività o un servizio da parte dell’ente pubblico.

L’avviso di pagamento inviato dal Consorzio di Bonifica ai cittadini impone una tassazione, supponendo che la somma richiesta corrisponda a un servizio.

Il tributo viene richiesto ai proprietari degli immobili di qualsiasi natura (terreno o fabbricato) che ricadano in un comprensorio di bonifica, per il fatto di ricevere benefici dall’attività di bonifica svolte dal consorzio, che opera per la manutenzione e l’esercizio degli impianti.

Per sostenere le attività che il consorzio svolge con i suoi mezzi e con personale specializzato, il contributo viene imposto annualmente a ogni consorziato, secondo l’entità del “beneficio” che il suo immobile (terreno o fabbricato) riceve dall’attività.

Quale beneficio può avere ad esempio un palazzo che sta lontano da torrenti e fiumi?

I Consorzi di Bonifica quindi sono tenuti a predisporre un piano di classifica che individui i benefici diretti, indiretti e potenziali, derivanti dall’attività di bonifica agli immobili ricadenti nei comprensori di appartenenza.

Quasi sempre invece i Consorzi di Bonifica, si limitano a irrogare la tassa indistintamente a tutti i cittadini che risiedono nel comprensorio di attività del Consorzio, senza tener conto che il perimetro di contribuenza non coincide con il comprensorio del Consorzio, secondo quanto afferma altresì la Corte di Cassazione con sentenza n° 4513 del 2009 e cioè “ il perimetro di contribuenza consiste solo in quell’area posta all’interno del comprensorio, che gode o godrà dei benefici derivanti dalle opere realizzate o da realizzare e che sola, potrà essere sottoposta a contribuzione proprio in virtù del vantaggio concretamente ricevuto”.

Il contributo non può essere applicato senza che il contribuente abbia mai ricevuto alcun servizio o beneficio dal consorzio.

L’art. 862 del codice civile prevede che per un comprensorio suscettibile, ex art. 857 del codice civile, di opere di bonifica, l’esecuzione, la manutenzione e l’esercizio delle attività ad essa connesse, possono essere affidate ad un Consorzio, per l’appunto denominato di bonifica, coattivamente costituito fra i proprietari, ed espressamente qualificato dal legislatore come ente pubblico economico.

L’art. 860 del codice civile prevede che “I proprietari dei beni situati entro il perimetro del comprensorio sono obbligati a contribuire nella spesa necessaria per l’esecuzione, la manutenzione e l’esercizio delle opere in ragione del beneficio che traggono dalla bonifica.

Quindi per poter applicare il contributo è necessario che il proprietario ne tragga un beneficio, che non ha ricevuto e che deve essere dimostrato dal Consorzio.

Pertanto, tutti coloro che non hanno un torrente o fiume Arno a tre metri, quale vantaggio hanno dal pagare un tributo al Consorzio ?

Il R.D. n. 215 del 13/02/1933 e succ. modif. disciplina la bonifica integrale e la relativa attività dei consorzi di bonifica al quale è riconosciuto il potere di imporre alle proprietà consorziate contributi costituenti oneri reali sui fondi (artt. 59 e 21 R.D.), ma ciò solo nei confronti delle categorie “dei proprietari interessati” tra cui quelli di immobili che traggono dalla bonifica un vantaggio singolarmente dimostrato e proporzionalmente quantificato.

Si evince quindi che, il vantaggio derivante dalle opere di bonifica deve essere diretto e specifico e comprovato, conseguito e conseguibile a causa della bonifica stessa (Cass. Sezioni Unite 6/2/84 n. 877 e Cons. di Stato 1984 n. 501) e l’assenza di uno dei due presupposti rende illegittima la pretesa.

L’onere di provare l’esistenza della pretesa contributiva è a carico e cura dell’ente impositore e deve effettuarsi prima di procedere all’applicazione ed alla quantificazione del contributo (Cass. Sez. V Sent. del 29/09/2004 n. 19509- Commissione Tributaria Regionale del Lazio sez. X n. 57 del 19/04/2005).

La domanda che ripetiamo è sempre la stessa di sopra, se un edificio è lontano da torrenti e fiumi, qual’é il vantaggio che il Consorzio può dare all’immobile o fabbricato ? E’ forse un tributo come la nettezza, l’erogazione dell’acqua, del gas o della luce ?

La commissione tributaria provinciale ha fatto proprio il principio sancito anche dalla Cassazione con la sentenza 16428 del 12 giugno 2007 secondo il quale «per l’applicazione del contributo di bonifica necessita una razionale individuazione dell’area dei beneficiari e della maggiore o minore incidenza dei benefici, a seconda della collocazione dell’immobile».

Tradotto: sono annullabili quelle cartelle di pagamento nel caso in cui l’edificio o il terreno per i quali viene chiesta la tassa non ricevano benefici dall’attività di pulizia di fossi e canali. Un principio seguito anche dalla commissione tributaria regionale per gli avvisi del 2003 emessi dal consorzio.

MA…la commissione tributaria provinciale di Lucca ha confermato che il contributo di bonifica, emesso dal Consorzio, è legittimo, e va pagato.

Che cosa dice la legge regionale toscana ?

Dunque la Legge N. 79 del 27 dicembre 2012 stabilisce che, la nuova normativa in materia di Bonifica, individua la suddivisione del territorio toscano in sei comprensori per ciascuno dei quali è istituito un consorzio di bonifica così come stabilito all’articolo 7 comma 1 della medesima legge e precisamente:
· Consorzio 1 Toscana Nord
· Consorzio 2 Alto Valdarno
· Consorzio 3 Medio Valdarno
· Consorzio 4 Basso Valdarno
· Consorzio 5 Toscana Costa
· Consorzio 6 Toscana Sud
· con l’art.33 comma 1 la predetta legge prevede che i consorzi di bonifica sono istituiti a decorrere dalla data di insediamento dei loro organi e a decorrere da tale data sono soppressi i consorzi di bonifica di cui alla LR 34/94.

La legge regionale 34/94 – abrogata – suddivideva il territorio toscano in 41 COMPRENSORI DI BONIFICA, affidati a 13 consorzi di bonifica regionali (associati ad Urbat), 7 consorzi di bonifica interregionali, 13 Unioni dei Comuni (già Comunità Montane); con la nuova legge 79/2012 il territorio toscano viene diviso in 6 comprensori di bonifica, affidati a 6 consorzi, che sostituiscono tutti gli altri enti che avevano funzioni di bonifica.

L’Unione regionale delle bonifiche, delle irrigazioni e dei miglioramenti fondiari della Toscana (successivamente denominata Unione), ente non commerciale senza scopo di lucro, è costituita in base allo statuto dell’Associazione Nazionale delle Bonifiche, delle Irrigazioni e dei Miglioramenti Fondiari – ANBI (successivamente denominata Associazione), approvato con D.P.R. 7 giugno 1985, n. 6340, ed ha sede legale in Firenze.

Essendo una associazione di categoria, sono soci dell’Unione i Consorzi di bonifica che operano nel territorio della Toscana e che sono soci dell’Associazione. Possono far parte dell’Unione anche i Consorzi interregionali, che ne facciano richiesta, previo accordo tra le Unioni regionali interessate.

L’emissione della contribuenza consortile per gli immobili all’interno del Comprensorio di bonifica, è ai sensi della L.R.n.79 del 2012, sulla base del “Piano di classifica” approvato e secondo i criteri di cui agli allegati “C” e “D” del presente atto, attraverso l’emissione preliminare di un invito al pagamento volontario del contributo da recapitare all’utenza mediante il servizio postale con invio scaglionato, accompagnando il relativo bollettino, dando atto che la riscossione della contribuenza avverrà in un’unica soluzione.

Qualora gli avvisi di pagamento risultano non riscossi entro un anno dalla data di scadenza, verrà formato un ruolo per la riscossione da inviare ad Equitalia S.p.A., la quale provvederà ad emettere un ulteriore avviso bonario che, se non pagato entro il termine di 60 gg, precederà la notifica della cartella di pagamento, il cui importo sarà maggiorato dei diritti di notifica della cartella stessa.

Numerosi toscani intervistati riferiscono che i tributi vanno pagati, ma in questo caso lascia perplessi come sia possibile creare un tributo dal nulla, farlo diventare legittimo, ed essere approvato anche da chi dovrebbe proteggere il cittadino da furfanterie di questo tipo. Almeno, dicono questi cittadini, il pagare deve essere equiparato ad un servizio, come l’erogazione dell’acqua, il gas, la luce, cioè tangibile e visibile, non il dare comunque senza un criterio logico, poiché va bene pagare ma non se l’immobile o il terreno o il fabbricato è lontano da fiumi e torrenti.

Riepilogando, il Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno ha tra le sue funzioni istituzionalmente assegnate anche quelle di sicurezza idraulica, difesa del suolo e manutenzione del territorio relativamente ad uno specifico e cartografato reticolo idraulico.

La domanda sorge spontanea, cioè “Ogni qualvolta c’è quindi un disastro di cui è responsabile il consorzio bisognerebbe denunciarli alla competente autorità giudiziaria ?”

Per coloro che vogliono approfondire che cos’è e cosa fa codesto consorzio, cioè chi sino a ieri manco sapeva esistesse, è consigliato una lettura del sito web: http://www.cbmv.it/il-consorzio-cosa-fa

Ai posteri l’ardua sentenza!

Valentina Lapesca

Note
http://www.cbtoscananord.it/wp-content/uploads/2016/07/AT_Lunrip2014.pdf
http://www.cbmv.it/images/DOC/ATTI/DIRETTORE_GENERALE/2015/Determina_Direttore_Generale_521_del_17_12_2015.pdf
http://www.cbmv.it/images/DOC/ATTI/PRESIDENTE/2016/Decreto_Presidente_010_del_23_02_2016.pdf

Dichiarata illegittima la tassa dei consorzi di bonifica su ricorso dell’Unione Nazionale Consumatori


http://www.studiomarino.it/studiomarino_contributoconsorziodibonifica.htm
http://www.ipsoa.it/documents/fisco/imposte-dirette/quotidiano/2016/06/21/al-consorzio-di-bonifica-l-onere-di-provare-la-vantaggiosita-dell-attivita-consortile
http://www.euroconsumatori.eu/articolo/23
https://www.pressreader.com/italy/corriere-adriatico-ascoli/20170318/281621010150914

Tributo di bonifica, pioggia di proteste a Siena. L’avvocato Pagni: “Tassa illegittima”


http://www.noconsorzidibonifica.org/

————-
AGGIORNAMENTO ANBI

“Il tributo di bonifica non è una tassa e ha una logica di funzionamento molto diversa da imposizioni come l’ICI o l’IMU. In particolare, il presupposto impositivo di queste ultime è la mera esistenza del bene immobile (si paga quindi perché si è proprietari del bene e si paga in base al valore del bene stesso).

Il tributo di bonifica, invece, è dovuto solo in presenza di un beneficio portato all’immobile oggetto della richiesta”.

“Il pagamento è soggetto a due condizioni: il bene deve essere incluso nel perimetro di contribuenza e l’attività di bonifica deve portare un beneficio in termini di aumento o conservazione del valore del bene. L’ammontare del tributo dipenderà quindi dal beneficio che il bene trae dall’attività del consorzio.
Per calcolare il beneficio si tiene conto di parametri tecnici (che quantificano e qualificano l’attività da svolgere per la sicurezza del bene) ed economici (che stimano il valore del bene). Ecco quindi che a parità di condizioni tecniche, un bene di valore elevato sarà soggetto ad un tributo più alto rispetto ad un bene di minor valore.

LE NOSTRE ANNOTAZIONI
Si paga perché si è proprietari di un bene, ma cos’è l’IMU ? E poi chi non ha reddito, perché deve pagare ?
Il perimetro di contribuenza è stato eseguito in modo che alcuno possa essere escluso, anche se quell’immobile non riceve alcun beneficio consistente. Come bisogna definire questo contributo ? Tassa ? Gabella ?
Quale beneficio ne può avere un immobile che è lontano da torrenti e fiumi?

————–

AGGIORNAMENTO DEL 25 LUGLIO 2017

Dunque numerosi cittadini toscani continuano a spedire mail e fare telefonate in redazione. Le lamentele sono anche inerenti al perchè pagare tutti indistintamente, quando ci sono persone che non hanno reddito, quindi dovrebbero essere esentate, ma a quanto pare, dicono alcuni di loro – tasse ingiuste ce ne sono come le accise sulla benzina, ma ricevi un servizio immediato!.

Arriviamo alla data della scadenza. Nel bollettino c’è una data ben precisa. Il consorzio ha comunicato alla stampa (non tutta e questo è molto ma molto grave per un ente che chiede soldi ai cittadini, si parla di 1.6 milioni di toscani), che quella data è prorogabile. NON E’ VERO!!! Il pagamento delle bollette deve avvenire entro la data di scadenza riportata sulle stesse, saldando completamente l’importo, altrimenti saranno considerate insolute a tutti gli effetti. I signori del Consorzio lo sanno perfettamente e, quindi, probabilmente partiranno poi le cartelle di Equitalia per la richiesta di soldi maggiorati al tributo. Fate ATTENZIONE…non cascateci.

Quando si va a pagare oltre il termine di scadenza, sarà applicato un interesse di mora solitamente pari al T.U.R. (Tasso Ufficiale di Riferimento) + 3,5 punti percentuali, fatto salvo quanto previsto all’articolo 8.2. della delibera AEEG 229/01 e successive modifiche o integrazioni, a norma del quale il Cliente buon pagatore (Cliente che ha sempre pagato nei termini di scadenza quelle relative all’ultimo biennio) è soggetto al solo interesse legale per i primi 10 giorni di ritardo.

Se TUTTI non pagano è probabile che il consorzio deve ritornare sui suoi passi, riformulare la richiesta, valutando chi, come, quando, soprattutto dove e come. Ma se la maggior parte dei toscani pagheranno come pecore…il consorzio godrà di soldi IMMERITATi. Comunque sia da ora in poi, essendo voi dei soci del Consorzio in quanto pagate la quota di associazione, pretendete lo statuto, i bilanci e fate le sentinelle, altrimenti verrete considerati “Cornuti e bastonati”.

A proposito…abbiamo inviato una mail al consorzio, ma ovviamente non hanno risposto. Complimenti, continuate così…Non esiste stampa di serie A e B!

Shortlink:

CONDIVIDI NEI SOCIAL NET

Bookmark and Share
Posted by on 16 luglio 2017. Filed under AMBIENTE, ARCHIVIO. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

4 Responses to [Inchiesta] Il contributo del Consorzio di Bonifica (work in progress – 25-7-2017)

  1. Cesare Dellavia Castaldini

    In virtuà della nuova Legge Regionale (LR 79/2012) e di un nuovo Piano di Classifica del Medio Valdarno sono chiamati a contribuire tutti i proprietari di immobili (terreni e fabbricati) beneficiati dall’attivitaà del Consorzio con importi che per Fiesole saranno per il 70% inferiori ai 20,00 euro e per il 94% inferiori a 50,00 euro.

    I contributi obbligatori raccolti ogni anno dal Consorzio verranno dedicati, come giaà succede nei Comuni limitrofi, agli investimenti in sicurezza idraulica e a questi si sommano i finanziamenti regionali e nazionali per le manutenzioni straordinarie e le nuove opere. Sono, quindi, soldi raccolti dal territorio e spesi direttamente sul territorio, per la gestione del reticolo idrografico, degli argini, traverse, paratoie sul fiume Arno e sui torrenti come il Mugnone e il Sambre e i fossi minori.

    Codesti contributi potrebbero farli rientrare in tasse esistenti senza il bisogno di dover pagare ulteriori gabelle!

  2. A me frega un piffero chi sono i vertici. Ritengo che non lo puoi chiamare contributo perché se non paghi, il regime poi ti manda a casa Equitalia. Quindi è una tassa vera e propria, inutile che certa stampa leccaculo, compreso qualche associazione dei consumatori, dica di pagare, è probabile che codesti soggetti non pagheranno, avendo amici in un certo partito.

    Comunque mio suocero paga codesto contributo da 18 anni ed è una gabella dalla quale non ha alcun beneficio! Abbiamo fatto i ricorsi, ma si è dovuto pagare anche le spese processuali.

    Pertanto o ci riuniamo in centinaia di migliaia e non si paga, oppure ce lo metteranno nel culo se siamo dei pecoroni solitari!!!

    Questa è la mia opinione.

    Rinascessi…finito gli studi me ne andrei da codesta regione ove c’è gente che ho conosciuto sono delle vere teste da caxxo! Campano perché c’è il Partito di Merende, ma altrove codesti soggetti farebbero la fame! Fanculo stronzi!

  3. Ma lo sapete chi è il vicepresidente di questo consorzio ? Ve lo ricordate quella fattoria nel mugello che venne attaccata dai lupi ? Ecco il proprietario è anche vicepresidente. Andate a leggere: http://www.regione.toscana.it/documents/10180/12369765/scheda+AZIENDA+VALDASTRA.pdf/c3bba19f-92d5-4483-b422-2b54e225d760

  4. Da ora in poi bisogna fare le sentinelle su tutto ciò che compete il lavoro del consorzio e denunciare pubblicamente le inadempienze e, se necessario, trascinarli in tribunale!

    D’altronde quando si chiede un tributo o contributo, comunque dei soldi ai cittadini, non bisogna solo pagare, ma anche VIGILARE!

You must be logged in to post a comment Login