[Italia] Accoglienza Immigrati e Business (Aggiornamento)

Il governo precedente ha stanziato diversi milioni di euro per gli immigrati ed i comuni hanno ricevuto 500 euro per ogni richiedente asilo accolto. Scriveva il Corriere:”Il meccanismo prevede che i Comuni più virtuosi ottengano 500 euro per ogni richiedente asilo accolto fino alla data del 15 ottobre. In Lombardia sono 503 le amministrazioni che hanno dato il via libera al trasferimento degli stranieri sul proprio territorio e complessivamente avranno 10 milioni e 556 mila euro.

Al secondo posto c’è la Sicilia con 122 Comuni e 7 milioni e 164 mila euro. Al terzo il Lazio con 108 città o paesi che hanno messo strutture a disposizione e un “premio” pari a 6 milioni e 588 mila euro, di cui circa un milione a Roma. I soldi erogati possono essere utilizzati per fini anche diversi da quelli legati all’emergenza migranti, dunque per l’illuminazione delle strade, la manutenzione e ogni altro servizio per i cittadini che il sindaco ritenga necessario. Lo prevede l’accordo che il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha siglato con l’Anci, l’associazione dei Comuni”.

Questi soldi sono arrivati nelle tasche di chi accoglie e mantiene i 166.921 immigrati e i 20mila minori assistiti in tutta Italia.

Cie, Cara, Profughi, Dublino, Diritto d’asilo. Costi, procedure, tempi. E poi cosa fanno gli immigrati in Italia ? Cerchiamo di capire.

La rete dell’accoglienza in Italia è gestita dal ministero dell’Interno e si articola in:
14 centri di accoglienza (Cpsa, Cda, Cara)
5 centri di identificazione ed espulsione (Cie)
1.861 strutture temporanee
430 progetti del Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati (Sprar)
Quest’ultimo, istituito dal Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Viminale, è affidato all’Anci (l’associazione dei comuni italiani).

Nel 2014 i tempi medi di permanenza nei vari Cie sono stati i seguenti: 55 giorni nel Cie di Bari; 24 giorni nel Cie di Caltanissetta; 32 giorni nei Cie di Roma e di Torino; 50 giorni nel Cie di Trapani Milo.

Le stime Istat del 2015 indicano che, gli stranieri residenti in Italia, sono oltre 5 milioni. Di questi nelle scuole italiane soltanto 802.785 (di cui 415.182 nati in Italia), frequentano la scuola.

Volente o nolente, stiamo parlando di un fenomeno che durerà almeno 20 anni, secondo tutte le stime ufficiali. Ci si deve attrezzare, e noi sindaci lo stiamo chiedendo da tempo al ministero, con cui finalmente, dopo almeno un anno di lavoro, siamo giunti a un buon grado di collaborazione, trovando nella ripartizione comunale la soluzione. Le amministrazioni comunali ci stanno mettendo la faccia, e sapere che finalmente abbiamo al nostro fianco in modo convinto il Governo è fondamentale: i cittadini hanno bisogno di risposte, per questo è importante arrivare a premiare l’impegno sull’accoglienza, al di là del fatto che rimanga comunque un obbligo sia morale che basato su Convenzioni internazionali a cui l’Italia aderisce”. Lo ha detto Matteo Biffoni, sindaco di Prato e delegato Anci all’immigrazione.

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Al 1° gennaio 2015 risiedevano in Italia 60.795.612 abitanti, di cui 5.014.437 di cittadinanza straniera (8,2%), di cui 2.641.641 donne (52,7%). Rispetto alla stessa data del 2014, la popolazione straniera è aumentata di 92.352 unità (+1,9%)
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Nel 2015, nell’area Ue-28, i migranti sono 35,2 milioni, con un aumento del 3,6% rispetto al 2014. Considerando la distribuzione nei vari paesi, il 76,2% dei residenti stranieri è ospitato in Germania (21,5%), Regno Unito (15,4%), Italia (14,3%) e Francia (12,4%).

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Nell’anno scolastico 2014/2015, gli alunni stranieri nelle scuole italiane sono 814.187, il 9,2% del totale degli alunni. Rispetto al 2013/2014, vi è stato un aumento di 11.243 unità (+1,4%).

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Gli stranieri in cerca di occupazione sono 455.578 (14,7% del totale), di cui 328.070 di nazionalità non Ue (72,0% del totale degli stranieri in cerca di occupazione) e 127.508 di nazionalità Ue (28,0%). Gli inattivi stranieri sono 1.251.261, di cui 922.510 non Ue (73,7%) e 328.750 Ue (26,3%).

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Il 45% degli italiani pensa che la principale conseguenza dei flussi migratori non porti lo sviluppo della società moderna, ma un impoverimento di essa in quanto, ogni paese nel mondo, deve avere una sua economia ed uno status sociale ben preciso. Migrare da un paese è certamente ammesso per migliorare, ma non come accade attualmente in Italia, ove l’immigrazione è un business a danno di chi emigra e di chi accoglie.

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Link di approfondimento: http://www.integrazionemigranti.gov.it/Attualita/Notizie/Documents/2016%20MSNA%20Rapporto.pdf

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