[ITALIA] REIS: Piano nazionale contro la povertà

Il REIS è il reddito di inclusione sociale, una specie di “nuovo sussidio universale” contro la povertà delle famiglie residenti in Italia. Attenzione però non è un contributo una tantum, ma un vero e proprio sostegno, vincolato ad un accordo tra i cittadini e gli enti locali. Infatti il reddito di inclusione sociale prevede l’erogazione del contributo economico mensile, ma in cambio è necessario il reinserimento professionale nel mondo del lavoro.

In cambio di tale aiuto economico il cittadino, quindi, dovrà firmare un accordo con il Comune che sarà personalizzato e con il quale si impegnerà a:

  1. mandare i figli a scuola e mantenere una performance scolastica adeguata;
  2. tutelare la salute dei ragazzi e dei bambini;
  3. impegnarsi nella ricerca attiva di un’occupazione, per velocizzare così il reinserimento delle persone disoccupate ed inoccupate all’interno della famiglia.

Le domande sorgono spontanee e cioè:

  • Coloro che non hanno un nucleo familiare sono compresi nel Reddito di Inclusione Sociale ?
  • Coloro che rientrano nella fascia dei senza tetto, clochard e simili, rientrano nel Reddito di Inclusione Sociale ?
  • Viene elargito un contributo mensile, ma poi il Comune, od i servizi ad esso collegati, si impegnano nel dare un dignitoso lavoro a chi lo chiede ?

Il REIS è disponibile per la persona singola, ma si parla di 80 euro al mese; mentre 320 euro al mese sono per le famiglie di 4 persone con minori e fino a 400 euro al mese per le famiglie con 5 componenti ed oltre.

Quindi sono sufficienti 300 o 400 euro per nuclei familiari di oltre 4 componenti con minori ed oltre ?

Se la famiglia indigente è composta da due persone senza figli, hanno diritto al REIS ? 

Alle domande sopra scritte non abbiamo ricevuto risposta alcuna dai nostri interlocutori.

Nel contempo in Italia è anche sorta un’alleanza per la povertà, un nuovo business speculativo sui poveri ?

Incuriositi siamo andati a vedere chi sono, cosa fanno, ecc. Ed ecco che, leggiamo, vi fanno parte dottori, professori, giornalisti, tutti impegnati nel dare aiuto ai poveri. Forse è il nuovo business ?

Approfondendo riscontriamo che, guarda caso, c’è una banca, anzi la fondazione di una nota banca. Per quale motivo ?

Ma chi sono i partner di questa Alleanza ? Troviamo nel quadretto dei filantropici soggetti bipedi vari soggetti, si va da associazioni consumatori sino ad enti cattolici. Tutte ben note.

Cosa pensare di questa alleanza ? Ci chiediamo a cosa serve effettivamente dopo aver letto il comitato, l’organigramma, i partner, ecc.

Quindi la domanda ritorna nella nostra mente: “I poveri se non sono un business, non li considera alcuno. Adesso lo sono, peraltro possono diventare anche utili voti al governo X o Y”.

Quindi, opinione dell’articolista:”Io boiccotto sempre  codesti soggetti che, insieme ai vari governi, cercano soltanto di far crescere il loro conto in banca. D’altronde le proposte di sussidi ed inclusione vanno realmente e concretamente verificate sul campo. Come si può dare 80 euro al mese ad un singolo se poi deve pagare affitto della casa, bollette, comprare cibo, curarsi, ecc. ?

Per aiutare i poveri, secondo me, non necessitano alleanze con enti e istituzioni di vario tipo, basta sapere chi ha bisogno e, di conseguenza operare di altruismo.

Evito di donare soldi a ONG che poi, nel Mondo, si comportano diversamente dai miei sani principi altruistici.

I miei soldi li guadagno grazie a chi legge questo magazine e, quindi, se devo svolgere opere filantropiche il mio dono è per chi conosco e svolge ciò che dice, come ad esempio il Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme – Cavalieri di Malta OSJ, ove il Gran Maestro periodicamente si prodiga verso le persone bisognose, in modo concreto!

Imparate da questa persona nobile nell’anima, nel cuore, filantropica e generosa!

Nicola Casiraghi

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