[Italia] Testo unico del vino approvato alla Camera (Aggiornamento)

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Approvata in via definitiva in sede legislativa dalla Commissione Agricoltura della Camera la Legge “Testo Unico del vino”, che ormai necessita solo della firma del Capo dello Stato per diventare operativa.
 «Esprimo una grande soddisfazione per il risultato raggiunto dopo un lungo e condiviso lavoro in Commissione Agricoltura.

Si è trovata – dichiara l’on Luca Sani, presidente della XIII commissione Agricoltura – una giusta sintesi politica e normativa partendo da due testi a firma mia e dell’On. Oliverio, grazie anche al lavoro del relatore On. Fiorio. Il nostro Paese è il primo al mondo a dotarsi di uno strumento completo e organico che norma un settore, come va considerato il vino, strategico per l’economia nazionale, con un fatturato che supera i 10 miliardi di euro, metà dei quali ricavati delle esportazioni. Anche grazie a questo passaggio il vino italiano acquisterà maggiore competitività sul mercato interno e internazionale. Inoltre, la definizione del vino come patrimonio culturale nazionale apre la strada ad altre iniziative, anche di carattere legislativo, sul piano della formazione, della conoscenza e della valorizzazione delle produzioni e dei luoghi di origine.

Quest’ultimo passaggio parlamentare – sottolinea il presidente Sani – dà operatività ad una legge attesa da tutta la filiera, che ora ha la possibilità d’iniziare l’anno nuovo con regole inedite e semplificate. A partire dai primi adempimenti relativi alla corretta gestione per il mercato delle produzioni Dop e Igp, con la possibilità, ad esempio, di destinare il 20% della sovrapproduzione ad un altro vino a Doc o Igt.
Molte altre le innovazioni introdotte dal Testo Unico, che semplificano la vita alle aziende. Come nel caso dell’utilizzo delle denominazioni geografiche ed etichettatura che dà la possibilità di indicare il nome di una Dop/Igp più grande di quella del vino imbottigliato, per cui, ad esempio, in un’etichetta di “Barolo” potrà essere citata la Doc Piemonte al fine di indicare la collocazione territoriale della denominazione.
Sempre sull’etichettatura, grazie alle “disposizioni per l’utilizzo dei nomi di più varietà”, la seconda varietà indicata in etichetta come tipologia dovrà essere presente per almeno il 15%.
Altre semplificazioni di sistema riguardano la tenuta dei registri del settore vitivinicolo in forma dematerializzata già a partire dal 1° gennaio 2017; il registro unico dei controlli ispettivi; il coordinamento degli organi di controllo nei casi in cui un operatore è soggetto al controllo di diversi organi di certificazione sui vini a denominazione d’origine e indicazione geografica.


Infine – conclude Sani – una significativa novità è prevista per le analisi chimico-fisiche e organolettiche, semplificate per le Doc con produzione annua certificata inferiore a 10.000 ettolitri (esami organolettici mediante controlli a campione). Così come ci sono molte misure che riguardano la tutela della qualità delle produzioni e la lotta alle contraffazioni».

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SCHEDA – TESTO UNICO DEL VINO

In particolare il progetto di legge si concentra su produzione, commercializzazione, denominazioni di origine, indicazioni geografiche, menzioni tradizionali, etichettatura e presentazione, gestione, controlli e sistema sanzionatorio.

Spazio all’innovazione con la possibilità di introdurre in etichetta sistemi di informazione al consumatore che sfruttino le nuove tecnologie contribuendo ad aumentare la trasparenza.
Tra le novità apportate dalla riforma è prevista una disposizione sulla salvaguardia dei vigneti eroici o storici al fine di promuovere interventi di ripristino recupero e salvaguardia di quei vigneti che insistono su aree soggette a rischio di dissesto idrogeologico o aventi particolare pregio paesaggistico.

Importante innovazione anche nella tutela del prodotto contro la contraffazione.
I controlli sulle imprese del settore vitivinicolo confluiscono nel registro unico dei controlli (RUCI) a prescindere se siano o no imprese agricole.

Politiche Agricole
Ufficio stampa

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Nelle province di Firenze e Prato i vigneti si estendono su oltre 16 mila e 500 ettari di terreno. Le sole aziende vitivinicole sono oltre 3.700 tra Firenze e Prato, con una superficie media di circa 4,5 ettari.

Secondo uno studio della Coldiretti la raccolta di un grappolo alimenta opportunità di lavoro in ben 18 settori: 1) agricoltura,
2) industria trasformazione,
3) commercio/ristorazione,
4) vetro per bicchieri e bottiglie,
5) lavorazione del sughero per tappi,
6) trasporti,
7) assicurazioni/credito/finanza,
8) accessori come cavatappi, sciabole e etilometri,
9) vivaismo,
10) imballaggi come etichette e cartoni,
11) ricerca/formazione/divulgazione,
12) enoturismo,
13) cosmetica,
14) benessere/salute con l’enoterapia,
15) editoria,
16) pubblicità,
17) informatica,
18) bioenergie.

Le ‘scartoffie’ attualmente pesano 2,6 milioni di ore sulle spalle dei viticoltori della Toscana delle 58 denominazioni di origine (11 Docg, 41 Doc e 6 Igt).

L’arrivo del testo unico sul vino taglierà del 50% il tempo dedicato alla burocrazia che, dal vigneto alla bottiglia, rende necessario adempiere a più di 70 pratiche che coinvolgono 20 diversi soggetti sui quali richiedono almeno 100 giornate di lavoro per ogni impresa vitivinicola, per soddisfare le 4mila pagine di normativa che regolamentano il settore.

I 2,6 milioni di ore che i viticoltori toscani, direttamente o indirettamente, destinano a tali adempimenti burocratici costano oltre 19 milioni di euro.

Il testo unico tra l’altro porterà alla revisione del sistema di certificazione e controllo dei vini a denominazione di origine ed indicazione geografica con un contenimento dei costi, ma anche semplificazioni sulla normativa accise da lungo tempo attese e norme per garantire trasparenza sulle importazioni dall’estero a sostegno delle esportazioni del vino Made in Tuscany.

Le superficie vitate nella Toscana sono oltre 59mila ettari, concentrati nelle provincie di Siena e Firenze, con una produzione di circa 3milioni e 500mila quintali di uve che vengono trasformati in 2milioni e 800mila ettolitri di vino.

La Toscana del vino, sesta regione per produzione, con oltre il 90% della produzione a denominazione di origine ha esportato, nel 2015, 900 milioni di euro di vino all’estero, in pratica una bottiglia su cinque italiana bevuta oltre confine, e ha prodotto circa 300 milioni di bottiglie.

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