Italia, Eco-Turismo: indagine statistica sull’effetto IMU

ecoturismoIl rapporto di uno dei principali motori di ricerca europeo per agriturismi, strutture rurali e mete per i viaggi ecosostenibili, fornisce dei dati specifici sul turismo considerato eco e sui costi che, in Italia, enigmaticamente sono più alti, rispetto ad altri paesi europei. Il turismo eco-sostenibile si sta affermando con un mercato che tocca quasi il 12% del pil ed è collegato a quello lento (slow) in bici, il quale consente di attraversare il territorio apprezzandone e valorizzandone l’ambiente e la cultura, aiutando a scoprire “tesori” da offrire al viaggiatore. Il turismo in bicicletta è una forma “ecocompatibile”, definito anche per legge.

Nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 16 febbraio 2007 “Incentivazione dell’adeguamento dell’offerta delle imprese turistico-ricettive e della promozione di forme di turismo ecocompatibile, ai sensi dell’articolo 1, comma 1228, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.” (G.U. n. 114 del 18-5-200) all’art. 2 comma b si finalizza il 30% delle risorse disponibili “per il cofinanziamento di progetti di eccellenza volti alla promozione e allo sviluppo di forme di turismo ecocompatibile. (…) in favore del: 1. turismo montano; 2. turismo in bicicletta; 3. turismo legato all’attività’ sportiva e ricreativa del golf.

Pertanto si individuano per legge tre attività definite quali “turismo eco-compatibile”, una delle quali risulta il turismo in bicicletta (si noti che non si usa il termine “cicloturismo”, in Italia a volte usato con accezioni sportive e/o amatoriali, ma piuttosto “turismo in bicicletta”, cioè una forma di turismo e/o di viaggio che usa la bicicletta come mezzo di trasporto).

L’arrivo dell’IMU, in Italia, ha un pò stravolto l’evoluzione e lo sviluppo del settore sul turismo in bicicletta, tant’è che il costo del pernottamento, secondo un’ente italiano, ha prodotto un onere fiscale da 1.600 euro annui in più, per ogni azienda agricola attiva nel settore.

La tariffa di pernottamento varia da regione a regione, anche a secondo del livello di presenze: per esempio al Nord si attesta oltre 35 Euro e al Sud e isole a circa 39 Euro; al Centro le tariffe a stanza sono oltre 40 Euro. Se confrontiamo questi prezzi con il resto d’europa riscontriamo che il pernottamento costa il 31 per cento in meno per Francia e Spagna, mentre in Portogallo è il 15 per cento (per una stanza si sborsano sui 33 Euro).

Un’indagine statistica svolta da emmegipress.it, su 1000 Italiani ciclisti, inerente al Turismo ecociclistico, fornisce dei dati interessanti; per esempio un ciclista su quattro ha cambiato le sue abitudini di pernottamento. Il dato che mette d’accordo tutti è quello sul prezzo di una camera o stanza, in quanto la disponibilità nel spendere c’è, ma la qualità dei servizi deve essere adeguata al costo. Il cicloturista però si suddivide in varie categorie, quindi non tutti hanno la medesima esigenza.

Un dato che è prevalso fra i ciclisti è per chi viaggia da solo, in quanto i costi di pernottamento sono elevati. Infine l’alimentazione, cioè i prodotti serviti nelle strutture ricettive (in particolare gli hotel), nel bar e nel ristorante non sempre provengono da agricoltura biologica o biodinamica con doveroso rispetto della stagionalità. Eppure ogni stagione dovrebbe vedere la libera espressione di ingredienti che si fondono in ricette della tradizione culinaria italiana.

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Posted by on 8 marzo 2013. Filed under TURISMO. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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