Kuala Lampur (Malaysa), violazioni alla libertà religiosa?

Kuala Lampur (Malaysa), violazioni alla libertà religiosa?

preghiera_arabiIl Consiglio metodista mondiale (Wmc) esprime “shock e costernazione” in merito alla sentenza dei giudici di appello nell’ottobre scorso di vietare l’uso della parola “Allah” al settimanale cattolico Herald Malaysia. In una lettera indirizzata alla Federazione cristiana della Malaysia il vescovo Ivan Abrahams, segretario generale Wmc, giudica il verdetto un “preoccupante” tentativo di affidare a una sola religione il possesso di una terminologia universale. Il Consiglio metodista mondiale rappresenta oltre 80 milioni di fedeli, sparsi in 130 Paesi di tutto il mondo. In una nazione di oltre 28 milioni di abitanti in larga maggioranza musulmani (60%), i cristiani sono la terza confessione religiosa (dietro ai buddisti) con un numero di fedeli superiore ai 2,6 milioni; la pubblicazione di un dizionario latino-malese vecchio di 400 anni dimostra come, sin dall’inizio, il termine “Allah” era usato per definire Dio nella Bibbia in lingua locale. Secondo il vescovo Abrahams il verdetto sul divieto di scrivere il nome di “Allah” potrebbe fomentare “divisioni non richieste fra cristiani e musulmani” in Malaysia. I figli di Abramo, spiega, condividono la fede nello stesso Dio, per questo “rivendicare il possesso esclusivo” di un nome “è un atto fortemente divisivo”.

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