La classificazione delle strutture ricettive agrituristiche in Toscana

La classificazione delle strutture ricettive agrituristiche in Toscana

Il sistema di classificazione degli agriturismi in Toscana si basa su un corretto apprezzamento degli aspetti rurali dell’azienda agricola e del territorio in cui è inserita. Il maggior numero di spighe è sinonimo di maggior qualità rurale e non necessariamente di maggior “comfort”. La scala definita dal regolamento regionale 3 agosto 2004, n.46/R (allegato B) è suddivisa su tre livelli di classificazione, anziché su cinque come nel precedente regolamento del 2000. Questa scelta è stata fatta per una maggiore differenziazione rispetto al sistema di classificazione alberghiero, non certo per una “declassificazione” dell’offerta.

La classificazione in breve

La classificazione tramite le spighe è obbligatoria per tutte le strutture agrituristiche.
Il possesso dei requisiti obbligatori è condizione necessaria per l’attribuzione di una spiga.
Tra i requisiti obbligatori troviamo, ad esempio:

materiale informativo sulla storia, tradizioni e produzioni del territorio e/o dell’azienda;
conduzione dell’azienda secondo pratiche e tecniche rispettose dell’ambiente e del benessere degli animali;
assicurazione per la responsabilità civile nei confronti di terzi;
arredi e biancheria adeguati al numero degli ospiti;
pulizia minimo settimanale degli ambienti e a ogni cambio di ospite;
cambio minimo settimanale della biancheria e a ogni cambio di ospite;

Per passare ai livelli di classificazione superiori al primo, l’azienda deve inoltre possedere altri requisiti obbligatori. Tra questi troviamo, ad esempio:

vendita diretta dei prodotti;
allevamenti di animali e/o coltivazioni di prodotti a denominazione di origine.

Per l’attribuzione delle due o delle tre spighe sono inoltre necessari ulteriori specifici requisiti, alcuni dei quali obbligatori e altri facoltativi.
Tra questi troviamo, ad esempio:

gestione curata da imprenditore agricolo professionale (iap);
gestione curata da imprenditore dotato di attestato di qualifica di Operatore Agrituristico;
utilizzo di fonti energetiche alternative e/o a basso impatto ambientale;
presenza di fabbricati di particolare pregio storico;
presenza di testimonianze botaniche, architettoniche, storiche in azienda;
allevamenti di specie autoctone o a denominazione di origine;
allevamenti e/o coltivazioni secondo il metodo biologico e/o Agriqualità;
coltivazioni di prodotti tradizionali;
gestione curata da imprenditore dotato di attestato di qualifica di Operatore Agrituristico;
passeggiate a cavallo; trekking a piedi; passeggiate in bicicletta altre attività sportive e ricreative legate alla valorizzazione e alla conoscenza dell’ambiente rurale;
corsi di cucina, di degustazione e assaggio, di artigianato legato alle attività rurali;
divulgazione delle conoscenze relative alle lavorazioni e/o alla trasformazione dei prodotti aziendali.

Targa identificativa

Al fine di reprimere attività pubblicizzate e promosse come agrituristiche, ma di fatto non autorizzate, è prevista l’adozione da parte delle strutture autorizzate di una targa identificativa da apporre all’ingresso principale per gli ospiti dell’azienda.

fonte: Regione Toscana

1 commento

  1. Author

    Sarebbe da fare un elenco di quelle che non sono adatte alla ospitalità in modo che si aggiornano, perché i soldi sono nostri e loro sul silenzio ci guadagna e frega il prossimo.

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