La Cupola della Roccia al centro del Monte del Tempio

La Cupola della Roccia in arabo: قبة الصخرة, Qubbat al-Ṣakhrā’ , in ebraico: כיפת הסלע, Kippat ha-Sel‘a, impropriamente chiamata talora Moschea della Roccia,[1] è il più noto santuario islamico di Gerusalemme e uno dei più importanti di tutto il mondo islamico. Completata nel 691, è l’edificio islamico più antico del mondo ancora oggi esistente.[2]

Fu costruita fra il 687 e il 691, nell’era degli Omayyadi, dal 9º Califfo, ʿAbd al-Malik ibn Marwān. È talora chiamata Moschea di Omar dal momento che, all’epoca del 2º califfo, ʿUmar ibn al-Khaṭṭāb, fu costruito un oratorio in legno (successivamente andato a fuoco) sul posto in cui egli stesso aveva pregato al momento della sua visita alla Città Santa, dopo la conquista di Gerusalemme nel 637.

La sua cupola d’oro si staglia su tutte le altre costruzioni di Gerusalemme. La roccia al centro della moschea è ritenuta dai musulmani come il posto in cui Maometto, asceso al cielo nel suo miracoloso viaggio notturno, narrato dal Corano, dell’isrāʾ e del successivo miʿrāj, completò il suo spostamento cominciato a Mecca, prima di cominciare la sua ascesa al cielo. Sulla medesima roccia Abramo (in Arabo Ibrāhīm) sarebbe stato sul punto di sacrificare Ismaele (oppure Isacco[3]) prima di essere fermato da Dio. Una “moschea estrema”, al-Masjid al-Aqsā, fu costruita nelle sue immediate vicinanze per commemorare l’evento soprannaturale.
La Cupola della Roccia fu fatta edificare dal califfo ʿAbd al-Malik ibn Marwān sfruttando l’opera di artigiani bizantini forniti dall’Imperatore. È edificata a guisa di martyrium, una struttura finalizzata alla conservazione e alla venerazione di sante reliquie ed è un eccellente esempio di arte bizantina del periodo centrale.
Si dice che la moschea fosse stata sovvenzionata dal califfo omayyade per cercare di dare ai suoi sudditi un luogo sacro alternativo alla Kaʿba di Mecca che era allora sotto controllo del suo rivale, l’anti-califfo ʿAbd Allāh b. al-Zubayr che, approfittando dei riti del pellegrinaggio canonico ( ḥajj ), faceva propaganda per sé e la sua causa.
Assurda l’idea che il califfo omayyade volesse imporre un santuario definitivamente alternativo alla Kaʿba, anche per un segno di distinzione che egli sollecitò: che cioè si compisse il tawāf (la circumambulazione) in senso orario, anziché antiorario come invece deve avvenire da parte del pellegrino che dovesse adempiere all’obbligo del hajj.
La moschea subì numerosi e profondi restauri, da quello del califfo abbaside al-Maʾmūn e d’età fatimide a quelli di epoca mamelucca e ottomana.
Durante le Crociate, i Cavalieri Templari, che credevano che la Cupola della Roccia fosse vicina alle rovine del Tempio di Salomone, posero il loro quartier generale nella Moschea al-Aqsā adiacente alla Cupola della Roccia fino a quasi tutto il XII secolo.

Localizzata nell’al-Ḥaram al-Sharīf (Nobile Santuario) – l’area sacra per “le tre religioni monoteistiche – essa rimane ancor oggi il simbolo architettonico della città, grazie al fatto che la sua cupola dorata si staglia su tutte le altre costruzioni di Gerusalemme.

La pianta ottagonale della Moschea della Roccia resta uno dei più bei capolavori del genio umano e uno dei suoi tesori architettonici meglio conservati. La cupola d’oro che la sormonta si estende per 20 metri al di sopra della Nobile Roccia, a un’altezza di più di 35 metri sopra di essa.

La sura coranica [1] Yāʾ Sīn è scritta sopra all’interno della smagliante copertura commissionata nel XVI secolo dal Sultano ottomano Solimano il Magnifico. La sura [2] al-isrāʾ (Il viaggio notturno) è iscritta sopra la sura Yāʾ Sīn. Nel 1993 la copertura d’oro è stata sostituita grazie a re Husayn di Giordania, a causa della ruggine e dell’usura.
L’interno è riccamente dipinto, con archeggiature mosaicate a soggetto aniconici, e finestre schermate.
Un’edicola esterna che riprende l’impianto ottagonale dell’edificio principale ospita la fontana per le abluzioni; è decorata con capitelli bizantini a traforo.
L’esterno della moschea è in maiolica, con versetti coranici nella cornice superiore e senza immagini o sculture antropomorfe.
Elementi architettonici [modifica]
La cupola
La cupola originale di diametro 20,44 m fu costituita da una cupola esterna e un’altra interna, secondo Ibn al-Faqīh (903), il rivestimento esterno era fatto di lamine di piombo e lastre di rame dorato.
La cupola attuale ha un’altezza, dal livello di suolo al vertice, di 35,3 m, consistente in due calotte indipendenti in cui il passaggio tra le due calotte costituisce una galleria che prende la luce dall’interno grazie ad alcune aperture.
La cupola esterna e quella interna sono strutturate a nervature convergenti. Quelli della cupola esterna si innestano su un piano di posa fissato lungo il bordo esterno del tamburo. Questo bordo è costituito da travetti in legno congiunti ad incastro in modo da costruire una catena circolare continua. La nervatura esterna è rivestita da un’intelaiatura sulla quale è fissato il rivestimento.
Il tamburo
Ha un diametro di 20,44 m ed è formato da quattro contrafforti che portano dai quattro pilastri della rotonda interna, oltrepassano la muratura e sono visibili dall’esterno, dove si nota la sporgenza discordante con l’insieme del tamburo. Nel tamburo, sopra il livello del tetto si aprono 16 finestre, alcune delle quali sono le più antiche delle moschea, poiché il telaio simmetrico risale certamente ai lavori del 1318-19.

Nella rotonda interna gli archi hanno un intradosso di 1,11 m, poggiano direttamente sui capitelli e sono ad arco lievemente acuto. Il rivestimento marmoreo fu realizzato dal sultano mamelucco al-Nāṣir Muḥammad Qalawun nel 1318-19. Le travi sono in legno a sezione quadrata di 8–9 cm.

La muratura esterna venne parzialmente in luce per un breve periodo durante i lavori eseguiti nel 1873-74. Essa è costituita da pietre con altezza di 80 cm. I sette pannelli di facciata, alti stretti e rientranti, sono sormontati da archi semicircolari, mascherati nel 1552 dal rivestimento in terracotta che conferì loro un andamento a sesto lievemente acuto.

Il rivestimento esterno attuale è in marmo decorato con vari colori. Le decorazione consistono in scritte coraniche scolpite sul marmo.
Le finestre
Le aperture delle finestre erano schermate da vetri, secondo Ibn al-Faqīh (903), che afferma che nei muri e sopra il tamburo si aprivano 56 finestre originali. Grazie alle accurate ricerche di Richmond è ora possibile determinare la posizione nello spessore dei muri, come pure le dimensione delle strombatura.

Il muro ha uno spessore di 1,30 m. Il rivestimento in marmo dell’interno risulta nella strombatura della finestra per una profondità di 92 cm e si arresta a 15 cm dal mosaico esterno. Le finestre attuali sono schermate da una grata, quella esterna fa parte del rivestimento in ceramica ed è quindi databile al tempo dei lavori fatti al tempo del sultano ottomano Solimano nel 1552.

Ciascuno dei 4 portali (lunghi 2,6 m e alti 4,3 m) è definito da un architrave e da un soprastante arco rialzato. Gli architravi sono rivestiti sulla faccia inferiore in lamine di metallo, ramo e bronzo lavorato a sbalzo. I rilievi del disegno dei portali sono dorati, mentre il fondo è dipinto in nero, nella parte centrale in verde acqua. lungo I contorni delle attuali porte laminate risalgono al sultano Solimano 1552.
All’epoca di al-Muqaddasi (985) le porte erano in legno, a pannelli intagliati preziosamente.

Le pareti interne sono rivestite da cima a fondo di lastre in marmo, dove di fronte si presentano 3 archi lungo ciascun lato dell’ottagono intermedio, sorretti da 2 colonne in marmo poste tra i due pilastri ad angolo rivestiti sempre in marmo.
Sopra i capitelli dorati corrono massicci travi di collegamento, con la faccia inferiore rivestita di lamine metalliche di 6 cm, lavorate e dipinte allo stesso modo delle travi.
Le colonne portano capitelli di vario ordine, alcuni corinzi, altri di stile composito. I fusti sono di diversa lunghezza, ma tale disparità è mascherata da un basamento in marmo. Fin dalla metà del XIX secolo ai non-musulmani era vietato accedere all’area sacra. Dal 1967 tuttavia ai non-musulmani è stato consentito l’ingresso salvo durante il periodo della preghiera islamica.[4]

NOTE
^ La Cupola della Roccia non è una moschea perché, se non altro, non è provvista di alcun mihrab e di alcun minbar. Essa è invece un santuario, sorto per celebrare il non realizzato sacrificio del figlio da parte di Abramo.

^ Rizwi Faizer. The Shape of the Holy: Early Islamic Jerusalem. Bibliografia dell’islam medievale di Rizwi, 1998 (archiviato dall’url originale)
^ Le tradizioni islamiche sono quasi equamente divise in proposito. Cfr. Tabari, Ta’rīkh al-rusul wa l-mulūk (Storia dei profeti e dei re), 11 voll., Il Cairo, Dar al-maʿārif, 1969-77, Muhammad Abū l-Fadl Ibrāhīm (ed.), I,291-295, vol. I, pp. 264-267.
^ Jerusalem’s Holy Places and the Peace Process Marshall J. Breger and Thomas A. Idinopulos.

Bibliografia

Guy Le Strange, Palestina under the Muslems, [Londra], For the committee of the Palestine exploration fund, by A. P. Watt, 1890 (rist. Khayats, 1965).
S. Longe, Architettura dei Crociati in Palestina.
K. Otto-Dorn, Kunst des Islam, Baden Baden, 1964 (ed. it. Islam, Milano, 1964).
G. Nolli, Gerusalemme, Santo Sepolcro e moschea di Omar, Novara, 1983.
G. T. Pivoira, Architettura musulmana, sue origini e suo sviluppo, Milano, 1914.
H. Stierlin, Le Dome du Rocher à Jerusalem, Parigi, 1978.
–, Architecture de l’Islam, Parigi, 1979.
Oleg Grabar, A new incription from the Haram Al-Sharif in Jerusalem, Il Cairo, 1925.
–, “The Umayyad Dome of the Rock”, in: Ars orientalis, III (1957).
R.W. Hamilton, The structural History of the Aqsa Mosque, Oxford, 1949.
J. Hoag, Architettura islamica, Milano, 1978.
K.A.C. Creswell, Plan de Jerusalem, Parigi, 1941
–, Early Muslim Architecture, Vol 1. Oxford, 1932. vol 2, 1940.
–, L’architettura islamica delle origini, Milano, 1966.
L. Golvin, Essai sur l’architecture religieuse musulmane, Vol. 2, Parigi, 1970-74.
Archibald Keppel & Cameron Creswell, Early Muslim Architecture, Oxford, The Clarendon Press, 1932-40.

Voci correlate

Cavalieri templari
Moschea al-Aqsa
Monte del Tempio
Tempio di Gerusalemme
Muro occidentale
Architettura islamica

Altri progetti

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Collegamenti esterni

Modello 3D e storia della Cupola della Roccia (Moschea di Omar)
Al-Haram al-Sharif – islam-online.it
(EN) Dome of the Rock Sacred Destinations
(EN) Dome of the Rock AutoCAD release 14, CAD drawing, 1995
(EN) Re-envisioning the Dome of the Rock
(EN) History of the Dome of the Rock

Fonte: WIKIPEDIA

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