La legge salica (Lex Salica)

La legge salica (Lex Salica)

La legge salica (Lex Salica, chiamato anche Pactus legis Salicae) è un codice fatto redigere da Clodoveo I re dei franchi (481-511) attorno al 510 riguardante la popolazione dei franchi Salii, così chiamati perché abitavano la regione prossima alla riva del fiume Sala (oggi IJssel, attraversa gli odierni Paesi Bassi). La Lex Salica è una delle prime raccolte di leggi dei regni latino-germanici, e il suo contenuto non è chiaramente ispirato né alla cultura cristiana né alla precedente cultura pagana. Essa fissa per iscritto norme giuridiche preesistenti, che sino ad allora erano state tramandate per via orale.

Anche se probabilmente è successiva al Codex Euricianus e alla Lex Burgundionum, essa conserva con maggiore integrità caratteristiche tipiche del diritto delle tribù germaniche, perché, all’epoca della composizione, la romanizzazione dei Franchi non era ancora a uno stato avanzato.

Gli articoli prendono in considerazione ogni possibile fattispecie, per le quali è prevista quasi sempre una pena in denaro (sempre se il colpevole era un uomo libero). I non liberi, invece, venivano puniti con punizioni corporali, come la fustigazione, e in alcuni rari casi con la morte.

Le pene sono differenti a seconda della persona del danneggiato. Per esempio l’omicidio di un non franco o di un romano era punito con una pena di 67,5 scellini, mentre per l’uccisione di un franco (libero) erano previsti 200 scellini. Un tratto quasi moderno è la previsione di pene anche per gli insulti (il reato che oggi sarebbe chiamato ingiuria), laddove la pena più elevata (45 scellini) è comminata per la parola “puttana”.

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