LA PIU’ ALTA VIRTU’ PER UN CAVALIERE

Quale deve essere la più alta virtù di un Cavaliere (o di una Dama)? Ovviamente molti sono i tratti etici che si definiscono e si compenetrano fra loro, ma vorrei una e una sola risposta.
Quale, se foste un Cavaliere, sarebbe la virtù che cerchereste maggiormente di fare vostra? Quale quella che apprezzereste di più? Coraggio? Temperanza? Fede? Disciplina? Carità? Altro?

L’argomento è affascinante quanto complesso e affonda le radici nella filosofia greca ellenistica. La scelta di una virtù in particolare è davvero ardua poichè un cavaliere non può prescindere da nessuna delle virtù che avete elencato.

Per fare un po di luce sull’argomento possiamo distinguere tra le virtù principali secondo la cristianità e le virtù cardinali umane.

Per il cristianesimo, la virtù è la disposizione a compiere il bene.
Secondo la teologia cattolica, le virtù teologali si riferiscono direttamente a Dio e sono date all’uomo dalla sua Grazia. Esse sono tre: fede, speranza e carità. San Paolo apostolo scrisse a proposito questo bellissimo verso:
« Dobbiamo essere […] rivestiti con la corazza della fede e della carità, avendo come elmo la speranza della salvezza »
La fede è la virtù per la quale l’uomo crede in Dio e in tutto ciò che egli ci ha rivelato;
La speranza è la virtù teologale per la quale desideriamo il regno dei cieli e la vita eterna come nostra felicità, riponendo la nostra fiducia nelle promesse di Cristo;
La carità è la virtù per la quale amiamo Dio, nel quale si ritrova ogni amore, anche verso se stessi e verso le altre creature;
Nelle virtù teologali trovano il loro fondamento tutte le virtù cardinali che riguardano l’animo umano e pongono le basi di una vita moralmente buona. Le virtù umane sono raggruppabili intorno a quattro “virtù cardinali” (o “virtù umane principali”): prudenza, giustizia, fortezza, temperanza.
La prudenza è la virtù per la quale l’uomo è capace di discernere il bene e i mezzi per compierlo;
La giustizia è la virtù per la quale l’uomo contempla in sé e in altri sia il dovere che il diritto;
La fortezza è la virtù per la quale egli rimane saldo nei suoi principi anche se colpito dalla prova e dalla difficoltà;
La temperanza è la virtù che rende possibile, con il distacco dai piaceri illeciti, un saggio uso dei beni materiali;

Si può aggiungere a tali virtù la Nobiltà di animo e di vita…
Infatti si può affermare la Nobiltà sia davvero fra le più grandi delle virtù cavalleresche perché è ciò che ci spinge a eccellere. E’ una spinta positiva e propositiva a scardinare i vizi dal nostro animo e a instillarvi comportamenti virtuosi, proprio perché c’è quella tensione costante al miglioramento e all’ispirazione a dei modelli ideali.
La nobiltà d’animo significa trovare delle costanti fonti di ispirazione verso il meglio, sia nell’umile, sia nel coraggioso, sia nel caritatevole, sia nel giusto. Significa cercare di essere sempre migliori di quel che si è, e credo sia la più grande virtù di un Cavaliere.

Domenico Errante

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