Nella cupolina della sagrestia vecchia della Basilica di San Lorenzo, si trova un’interessante immagine astronomica che rappresenta il cielo di Firenze del luglio 1442: l’estrema precisione dei dettagli fa supporre che l’autore si fosse avvalso dei suggerimenti di un astronomo, forse Paolo dal Pozzo Toscanelli, amico di Filippo Brunelleschi.

Intorno al 1475 Toscanelli costruì nella Duomo fiorentino uno gnomone che, per mezzo di un foro praticato in una lastra di bronzo (bronzina) alla base della lanterna della cupola, consentiva di controllare esattamente il momento del passaggio del Sole al solstizio d’estate, permettendo di correggere le tavole dei moti apparenti del Sole. Toscanelli fu anche un attento osservatore di comete; elaborò un metodo di rappresentazione cartografica costituito da un reticolo a maglie quadrate con le longitudini e le latitudini di grado in grado.

Nella seconda metà del Cinquecento, l’astronomo e matematico Egnazio Danti, cosmografo del Granduca, realizzò sulla facciata di Santa Maria Novella un quadrante astronomico e due cerchi equinoziali per studiare il moto apparente del Sole. Egnazio Danti, chiamato a Roma da Gregorio XIII, fece parte della commissione incaricata di correggere il calendario fino ad allora adottato. La riforma gregoriana, attuata nel 1582, fece slittare il calendario di dieci giorni, cosicché al giovedì 4 ottobre seguì immediatamente il venerdì 15 ottobre.

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