Le targhe fiorentine al tempo del Medioevo, più curiose che abbiamo selezionato, sono le seguenti: quelle che vietano i giochi d’azzardo o i giochi “strepitosi” (rumorosi), come le “pallottole” (antesignano delle bocce), la “pilotta”, la “ruzzola” o le “piastrelle” (in piazza del Giglio, in via dei Mori, nel vicolo dei Cavallari e presso la Badia fiorentina),
quelle che vietano di suonare o cantare canzoni (chiasso delle Misure, chiasso del Bene, via dei Giacomini, via del Fiordaliso, ecc.)

di usare per il bucato o per la pulizia dei calamai la fontana del Nettuno,

di vendere “cocomeri” davanti a palazzo Strozzi (indicando un po’ spazientitamente come fosse destinata a tale attività piazza Santa Maria Novella),

di “vendere e tenere bestie” (via San Gallo),

di orinare (San Lorenzo, via Sant’Orsola),

quelle che vietavano il meretricio (via del Fico, via Guelfa): accanto alla chiesa di Ognissanti una targa del 1635 minaccia le donne “di malavita” che risiedano nella zona di vedere le proprie “robe buttate nella strada” e di ricevere uno sfratto di due anni). Nella Volta dei Girolami, accanto a Ponte Vecchio, l’occhio attento può scoprire una di queste targhe, sebbene estremamente rovinata e quasi illeggibile; si trova in alto, a lato di una delle volte della piccola strada.

Wikipedia

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