L’EDITTO DI ROTARI

editto_di_rotariL’editto di Rotari fu la prima raccolta scritta delle leggi dei Longobardi, promulgato alla mezzanotte tra il 22 novembre e 23 novembre 643 da re Rotari. L’editto, scritto in latino con frequenti parole d’origine longobarda, è uno dei principali documenti per lo studio dell’evoluzione della lingua longobarda e raccoglie in modo organico le antiche leggi del popolo longobardo, pur con aspetti derivati direttamente dal diritto romano. Stando al principio della personalità della legge, l’editto fu valido solo per la popolazione italiana di origini longobarde; quella romana soggetta al dominio longobardo rimase invece regolata dal diritto romano, codificato a quell’epoca nel Digesto promulgato dall’imperatore Giustiniano I nel 533. L’editto di Rotari, nel suo contenuto, è un insieme di codici atti a ricomporre le vertenze tra i cittadini sostituendo le faide con risarcimenti pecuniari (guidrigildo). La diversificazione della pena a seconda di chi commette il reato ed a seconda di chi lo subisce manifesta come la società longobarda fosse notevolmente stratificata. Particolarmente significativa la differenza di pena per l’uxoricidio: se commesso dalla consorte verso il marito, avrebbe portato alla condanna a morte o alla lapidazione della donna; viceversa era punito con una pena pecuniaria. Tuttavia la somma da pagare era al di fuori della portata dei più, e gli uxoricidi erano condannati dunque ai lavori forzati. Tra gli istituti contemplati dall’editto figuravano il mundio, cioè la potestà dell’uomo sulla donna la quale non aveva alcun diritto, e l’ordalia, consistente, nei casi dubbi, nella prova dei carboni ardenti per l’imputato.

Fonte: Wikipedia

Cavaliere Domenico Errante

Note
Michele Tosi, “L’Edictus Rothari nei manoscritti bobiensi”, inArchivum Bobiense, 4, 1982, pp. 11–72. Vedi tuttavia anche Claudia Villa e Francesco Lo Monaco, Cultura e scrittura nell’Italia longobarda, in W. Pohl et al. (a cura di), Die Langobarden. Herrschaft und Identität, 2005, nota 76 a p. 521 ([epub.oeaw.ac.at/0xc1aa500d_0x000f9ab0.pdf testo on-line] (PDF)), che propone di ridimensionare l’attività scrittoria dell’abbazia di Bobbio in epoca longobarda.

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