Legambiente: più pulita l’aria toscana

Conferenza stampa di Legambiente al Caffè Letterario Giubbe Rosse per presentare il dossier “Mal’Aria di città 2017”, il report annuale sui dati delle centraline di rilevamento dei capoluoghi di provincia toscani del 2016. I quattro parametri considerati sono stati le polveri sottili PM10 e PM2,5, l’ossido di azoto e l’ozono. Emerge un quadro leggermente migliore rispetto all’anno precedente. Il trend è sicuramente positivo anche se permangono situazioni di criticità per le polveri sottili più grandi a Capannori e Montale e per quelle più piccole nel Valdarno Pisano e nelle zone Prato-Pistoia. A Firenze si sono registrati valori eccessivi per le polveri sottili nelle centraline Gramsci e Signa. Ma nel capoluogo di regione i maggiori problemi si hanno per l’ossido di azoto e per l’ozono. Per il primo valori più alti rispetto al resto della Toscana si sono riscontrati nelle centraline Gramsci e Ponte alle Mosse. Per l’ozono situazioni critiche a Settignano e Signa.

Questi ultimi dati sono in contrasto con quanto accade normalmente, visto che l’ozono è in genere maggiormente presente nelle zone lontane dai centri abitati. Nel complesso, come detto, la situazione è migliore rispetto all’anno precedente, quando però la scarsità di pioggia e vento resero quasi impossibile l’allontanamento degli inquinanti.

Allegati ai dati, Legambiente ha presentato anche dieci proposte per ridurre l’inquinamento. Dieci mosse strategiche per rendere le nostre città più vivibili, più sostenibili, più a misura d’uomo e di ciclista, in cui il trasporto pubblico prevalga su quello privato e in cui gli edifici, pubblici e privati, siano riqualificati per ridurre consumi energetici e emissioni inquinanti. Fondamentali, per il successo nella lotta all’inquinamento, secondo Legambiente, saranno il coordinamento fra le varie amministrazioni, perché senza una strategia comune qualsiasi intervento potrebbe rivelarsi inutile. E l’educazione ambientale, che dovrebbe diventare materia obbligatoria da studiare nelle scuole. Essenziale sarà anche riuscire a invertire il trend attuale, che è quello di tagliare fondi alle agenzie regionali per la protezione ambientale, l’ARPAT per la Toscana.

Notizie di questi giorni ci dicono che la Commissione UE ha aperto la procedura d’infrazione contro alcuni paesi europei, tra cui anche l’Italia, per inquinamento eccessivo. Il dossier di Legambiente apre adesso uno spiraglio di luce. Su un futuro però ancora difficile da decifrare.

Duccio Magnelli

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Nota di redazione
Foto copertina di archivio emmegipress.

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Posted by on 17 febbraio 2017. Filed under AMBIENTE, ARCHIVIO. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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