Marchette e pubblicità occulta

Marchette e pubblicità occulta

bicchiere-botte-uvaE’ di questi giorni la polemica nata su alcuni blog del vino riguardo la cattiva abitudine delle marchette nel mondo del vino, ovviamente non solo italiano. Con il termine marchetta oggi ci si riferisce ad un articolo scritto da un giornalista per compiacere qualcuno. Il giornalista che scrive l’articolo ha quasi sempre un ritorno economico, quindi in denaro sonante, tante altre volte invece il suo ritorno è sotto forma di benefits. Uso il termine benefits per indicare tutte quelle volte che il giornalista del vino viene invitato ad un evento, o a soggiornare in azienda a spese della cantina, o a partecipare ad una cena esclusiva che so a fine giornata durante il Vinitaly, insomma tutti quei casi in cui non c’è un evidente e materiale trasferimento di denaro dalla cantina al giornalista del vino, ma solo di semplici benefici. Come è facile intuire il confine tra un articolo “marchetta” e un articolo libero da “condizionamenti” è molto ma molto sfumato, perché siamo in presenza di una ampia zona grigia che comprende una estesa casistica di situazioni al limite della regolarità se così si può dire, e in ogni caso fatte da comportamenti discutibili.

Vediamo di fare un piccolo esempio. Un giornalista scrive bene di un vino, magari su un giornale locale, la cantina lo viene a sapere in un modo o in un altro e lo contatta per ringraziarlo. A fine conversazione il produttore vinicolo dice al giornalista che gli farebbe molto piacere averlo come ospite qualche volta, e di non esitare se si dovesse trovare in zona.

Leggi il testo per intero nella FONTE.

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