Nel 1541 furono allestite a Livorno quattro galee per la corsa contro i Tunisini e gli altri Barbareschi. Tuttavia, grazie all’Ordine di Santo Stefano papa e martire costituito il 1562 con prima sede Portoferraio nell’isola d’Elba, poi a Pisa in via definitiva, il granducato poté usufruire sin dalla sua costituzione e per incremento degli stessi sovrani di una propria flotta militare.

La sede della flotta divenne il porto di Livorno che custodiva al sicuro nelle sue darsene le galee o galere stefaniane. Tra i primi comandanti si ricorda Alfonso Appiano (Piombino, 1535 – Madrid, 1590), Cavaliere di Santo Stefano nel 1563 e l’anno successivo Luogotenente di Giulio de’ Medici, primo Ammiraglio delle Galere del Granduca di Toscana. Base della marina militare toscana, Livorno fu fino a metà del XVIII secolo, il porto di partenza della guerra di corsa dei cavalieri di Santo Stefano che nelle loro “caravane” annuali andavano a contraccambiare le scorrerie dei corsari ottomani e barbareschi.

Al riguardo, tra le varie imprese militari si ricordano la difesa di Malta dall’invasione ottomana del 1565, con l’invio di quattro galee nell’isola assediata, la spedizione di 15 unità navali (galee e galeazze) contro Tunisi nel 1573, la partecipazione alla battaglia di Lepanto con 12 galere guidate dall’ammiraglia “La Capitana” e condotta da Cesare Cavaniglia e Orazio Orsini. Oltre alla “Capitana”, parteciparono alla battaglia di Lepanto sotto le insegne pontificie, la “Grifona”, la “Toscana”, la “Pisana”, la “Pace”, la “Vittoria”, la “Fiorenza”, la “San Giovanni”, la “Santa Maria”, la “Padrona”, la “Serena” e “Elbigina”. In questa fase, la bandiera da guerra era rossa bordata di giallo su tre lati (escluso quello dell’asta) con al centro una croce di Malta in un disco bianco.

Tra i personaggi della marina dell’Ottocento, Carlo Corradino Chigi, che raggiunse il grado di capitano di vascello il 6 agosto 1839 nella Marina Sarda, proseguì quindi la propria carriera nella marina del Granducato di Toscana, con il grado di capitano di fregata conseguito nel 1839 per poi trasferirsi nell’esercito fino all’unità d’Italia.

Wikipedia

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