Mit brennender Sorge: La storia

Il 20 luglio 1933 papa Pio XI aveva stipulato con la Germania nazista un concordato (Reichskonkordat) che garantiva certi diritti alla Chiesa cattolica, in particolar modo per quanto concerneva l’insegnamento religioso. Le motivazioni del concordato da parte cattolica sono ricordate all’inizio dell’enciclica:
« Quando Noi […] nell’estate del 1933, a richiesta del governo del Reich, accettammo di riprendere le trattative per un Concordato, […] fummo mossi dalla doverosa sollecitudine di tutelare la libertà della missione salvifica della Chiesa in Germania e di assicurare la salute delle anime ad essa affidate, e in pari tempo dal sincero desiderio di rendere un servizio d’interesse capitale al pacifico sviluppo e al benessere del popolo tedesco.
Nonostante molte e gravi preoccupazioni […] Volevamo risparmiare ai Nostri fedeli, ai Nostri figli e alle Nostre figlie della Germania […] le tensioni e le tribolazioni che, in caso contrario, si sarebbero dovute con certezza aspettare, date le condizioni dei tempi. »

La Germania nazista venne tuttavia ben presto meno ai patti: durante la notte dei lunghi coltelli vennero già uccisi dei dirigenti di organizzazioni cattoliche (tra cui spicca Erich Klausener al vertice della Katholische Aktion[1]), mentre poco dopo iniziarono le persecuzioni anticattoliche. Il cardinale Eugenio Pacelli (futuro papa Pio XII e allora cardinale segretario di Stato) rivolse invano, dal 1933 al 1939, 45 note di protesta al governo tedesco. Secondo il testo dell’enciclica Hitler, che viene indirettamente chiamato “inimicus homo” (uomo nemico) aveva in realtà già avuto in mente di non rispettare i patti, non avendo altro scopo se non una lotta fino all’annientamento della Chiesa attraverso la campagna “dell’odio, della diffamazione, di un’avversione profonda, occulta e palese, contro Cristo e la sua Chiesa, scatenando una lotta che si alimentò in mille fonti diverse, e si servì di tutti i mezzi.”
L’enciclica reca la firma di Pio XI ma fu materialmente redatta in segreto dai cardinali Pacelli (che ben conosceva la lingua e la cultura tedesche) e von Faulhaber (arcivescovo di Monaco e Frisinga). Per non essere intercettata dalla Gestapo, fu trasmessa segretamente in Germania e tenuta nascosta dai parroci, spesso all’interno dei tabernacoli. (Wikipedia)

 

Nota di approfondimento storica: Cesnur

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