Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, con la collaborazione di Anna Bisceglia (curatrice della pittura toscana del Seicento), Francesca de Luca (pittura del Cinquecento) e Maria Matilde Simari (pittura italiana ed europea del Seicento), ha voluto creare un percorso museale che offra un doppio binario di “lettura” delle opereContinua a leggere ->

La torre più famosa è quella che si erge davanti alla torre dei Belfredelli. Viene fatta risalire al XII secolo per attribuzione ed è appartenuta ad un’antica famiglia di mercanti fiorentini, committenti, tra l’altro, di una famosa pala di Filippo Lippi, oppure della Cappella Barbadori dentro la chiesa di SantaContinua a leggere ->

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La torre dei Ramaglianti si trova in via dei Ramaglianti ed è una delle torri medievali del quartiere Oltrarno a Firenze. Si appoggia sul retro alla torre dei Belfredelli. I Ramaglianti erano un’importante famiglia ghibellina ed avevano una cappella nella chiesa di San Jacopo sopr’Arno. In passato ebbero la proprietàContinua a leggere ->

Il virtuosistico intaglio ligneo di Grinling Gibbons, donato da Carlo II d’Inghilterra a Cosimo III de’ Medici e eseguito tra il 1680 e il 1682, Dopo un lungo e accurato restauro eseguito nei laboratori dell’Opificio delle Pietre Dure, rientrò a Palazzo Pitti l’anno scorso, il Marzo 2017. L’opera, sopravvissuta eccezionalmenteContinua a leggere ->

Il granduca Francesco I de’ Medici volle far costruire la Tribuna degli Uffizi quando, nel 1584, decise di trasferire il contenuto dello Studiolo di Palazzo Vecchio, realizzato tra il 1570 e il 1572, in questo nuovo ambiente: qui gli oggetti, collocati su più piani, avrebbero trovato una sistemazione più ordinataContinua a leggere ->

Le quattro compagnie di San Jacopo in Oltrarno (o del Nicchio), di San Girolamo, di San Paolo e di Sant’Antonio Abate costituivano le confraternite fiorentine dette buche, caratterizzate dalla pratica della flagellazione, dalla disciplina e dall’uso di riunirsi in preghiera la notte. I confratelli di tali compagnie erano detti “battuti”Continua a leggere ->

Il Quattrocento vide, con speciale continuità a Firenze, importanti progressi nello sviluppo della figura dell’”artista”, secondo un processo già iniziato nel secolo precedente. Gli artefici aspiravano a sganciarsi dalla figura del lavoratore manuale, che produce oggetti su commissione (“artigiano”), in favore di una concezione più intellettuale e creativa del loroContinua a leggere ->

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