Le quattordici corporazioni dette Arti Minori, cominciarono a costituirsi separatamente e ciascuna con un proprio statuto solo dopo la metà del Duecento; inizialmente infatti, erano tutte riunite e confederate in un’unica associazione, con una rappresentanza in comune, ma dal 1266 in poi iniziarono ad assumere una propria identità specifica; l’ArteContinua a leggere ->

Agli inizi del Trecento Firenze intraprese un’intensa politica di espansione verso il contado, ai danni dei signori feudali che vivevano nei territori circostanti. Al suo interno, invece, il clima politico si fece sempre più rovente; infatti, dopo l’entrata in vigore degli Ordinamenti, che avrebbero dovuto consegnare stabilmente il governo nelleContinua a leggere ->

Le Arti furono contrapposte per tutto il XIII secolo alle antiche consorterie di origine aristocratico-feudale, inurbatesi già a partire dall’XI secolo e che controllavano e gestivano saldamente il funzionamento delle istituzioni politiche cittadine; troviamo così eletti alle più alte magistrature fiorentine gli esponenti delle famiglie degli Uberti, Guidi, Alberti oContinua a leggere ->

Le sette corporazioni che presero il nome di Arti Maggiori, si erano costituite tra la seconda metà del XII secolo e la prima metà del XIII secolo, staccandosi progressivamente dalla corporazione “madre” di Calimala; prima nacque l’Arte del Cambio, poi quella dei Giudici e dei Notai e della Lana, finchéContinua a leggere ->

La famiglia dei Macci era un’importante famiglia fiorentina del XIII secolo, che possedevano numerose case e torri, compresa una loggia, tra via dei Calzaiuoli e Orsanmichele, ma essendo di fede ghibellina, subirono la confisca dei beni e l’esilio dopo la battaglia di Benevento (1260), per rientrare poi in città moltoContinua a leggere ->

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