Nobiltà Italiana: Ordini Equestri

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Gli equites (dal Latino eques, pl. equites; letteralmente “cavalieri”) erano un ordine sociale (e militare) dell’antica Roma basato sul censo. Durante l’età regia di Roma e nel periodo iniziale della Roma repubblicana, gli equites erano semplicemente dei soldati a cavallo; non formeranno un ordo, cioè una classe di censo a parte, fino al tempo dei Gracchi. La loro creazione è attribuita a Romolo, il quale fece eleggere dalla curia 300 cavalieri, divisi in tre centuriae, una centuria per ognuna delle Gentes originarie, e cioè Ramnes, Tities e Luceres. Le unità che componevano le centurie erano poi minuziosamente divise in modo da rappresentare tutte e tre le Gentes. Nel periodo repubblicano si andò consolidando la struttura degli equites sia come corpo militare che come classe di censo dei cittadini.
Gli equites che ricevevano un cavallo dallo stato erano sottoposti a ispezioni periodiche da parte dei censori, il quali avevano il potere di togliere loro il cavallo e ridurli alle condizioni di un aerarius, cioè di un soldato stipendiato di fanteria, nonché di assegnare l’equus publicus a un cavaliere che aveva finora servito con un cavallo a sue spese e si era dimostrato valoroso. Tra la tarda era repubblicana e i primi imperatori, il numero di equites ammessi nell’ordo equestris aumentò considerevolmente, mantenendo come criterio soltanto quello censitario, poiché i censori non indagarono più sulle radici familiari, che dovevano essere illustri, per decretare l’ammissione all’ordo. Nello stesso ceto equestre cominciò a serpeggiare il malcontento, sentendosi degradato come classe. Questi sono gli Ordine, salvo rettifiche dalla Santa Sede: Supremo Ordine della Milizia di N.S. Gesù Cristo; Ordine dello Speron d’Oro; Ordine di San Pio IX (Ordine Piano); Ordine di San Gregorio Magno; Ordine di San Silvestro Papa; Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

FONTE

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Posted by on 20 ottobre 2011. Filed under ARCHIVIO, CULTURA. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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