Ordine di Sant’Agostino

L’Ordine di Sant’Agostino (in latino Ordo Fratrum Sancti Augustini), già detto degli Eremitani di Sant’Agostino (in latino Ordo Eremitarum Sancti Augustini; sigla O.E.S.A.) è un istituto religioso maschile di diritto pontificio: i frati di questo ordine mendicante, detti Agostiniani, pospongono storicamente al loro nome la sigla O.S.A.[1] Anche se la tradizione ne fa risalire le origini a sant’Agostino, l’ordine sorse nel 1244 dall’unione, sancita da papa Innocenzo IV, grazie all’opera del cardinale Riccardo Annibaldi, delle fraternità di eremiti di Tuscia in un’unica famiglia religiosa sotto la guida di un priore generale e con la regola di sant’Agostino. Nel 1256 agli eremitani di sant’Agostino vennero unite altre congregazioni.[2] (…)
Nel 1968 il capitolo generale approvò il mutamento del titolo dell’istituto da Eremitani di Sant’Agostino a Ordine di Sant’Agostino.[2] L’abito agostiniano è nero ed è costituito da scapolare, cocolla e tonaca, con cappuccio e ampie maniche; è cinto in vita da una cinghia di cuoio con fibbia.[28]
Tale foggia nel vestire risale sostanzialmente alle origini dell’ordine (XIII secolo), anche se nel corso dei secoli sono state apportate piccole modifiche. Nel 1585, però, si diffuse una leggenda che faceva risalire l’adozione a un episodio miracoloso che aveva come protagonista santa Monica, madre di Agostino: dopo la morte del marito Patrizio, si rivolse in preghiera a Maria, la quale le apparve vestita con abito e cintura nera (quello che avrebbe indossato dopo la morte dello sposo Giuseppe) e garantì a quanti l’avessero imitata la sua protezione e consolazione. Tale leggenda sorse solo quando la confraternita dei cinturati di Bologna venne posta sotto il titolo e la protezione di Nostra Signora della Consolazione.[29]

FONTE testo e foto

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