Ordine di Santo Stefano Papa e Martire

Ordine di Santo Stefano Papa e Martire

L’Insigne Sacro Militare Ordine di Santo Stefano Papa e Martire è un ordine religioso cavalleresco di fondazione pontificia (Bolla “His quae” del 1º febbraio 1562 di Pio IV), con doppia personalità giuridica, cioè canonica (attualmente “Associazione pubblica di fedeli di fondazione pontificia”) e civile. È di collazione della Casa Granducale di Toscana, così come l’Ordine di San Giuseppe e l’Ordine del merito civile. Dopo vari tentativi di Cosimo de’ Medici duca di Firenze e di Siena (come feudatario imperiale), fu solo con l’ascesa al soglio papale di papa Pio IV, favorevole alla casa dei Medici, che poté essere fondato l’Ordine di Santo Stefano Papa e Martire, consacrato sotto la regola benedettina, in memoria della vittoria riportata sui francesi del maresciallo Strozzi del 2 agosto 1554 contro Siena, festa di santo Stefano papa e martire, per altri dal giorno della vittoria di Cosimo nella battaglia di Montemurlo (1º agosto 1537).

Fu lo stesso papa Pio IV che con la solenne Bolla “His quae” del 1º febbraio 1562 ne decretò la costituzione (“perpetuo erigimus ac instituimus”) e ne approvò lo Statuto (“statuimus ac ordinamus”), dando il Gran Magistero (“ufficio ecclesiastico”) “in affidamento” (“perpetuo constituimus et deputamus”) a Cosimo de’ Medici duca di Firenze e poi Granduca di Toscana e ai suoi successori, cosicché l’Ordine fu definito una “quasi Religio”. Il primo Gran Maestro fu quindi Cosimo e poi i suoi successori, i granduchi di Toscana prima di casa Medici e poi di casa Asburgo-Lorena.

La prima sede dell’Ordine fu Portoferraio nell’isola d’Elba, poi Pisa in via definitiva. La piazza dei Cavalieri prende il nome proprio da quest’ordine, così come la chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri. Le insegne dell’ordine sono la croce rossa a otto punte bordata d’oro in campo bianco, accantonata da gigli d’oro. I suoi cavalieri erano nobili, militari, Cavalieri di Giustizia, serventi e fratelli d’armi e per essere ammessi dovevano dimostrare quattro gradi di nobiltà paterna e materna.

Il successo dell’ordine fu notevole e si estese anche fuori dai confini della Toscana, tra gli altri stati italiani ed esteri, lasciando una eccellente fama. La sua missione era di liberare il Mediterraneo dai pirati musulmani e i cristiani dalla schiavitù ottomana.

Fonte: Wikipedia

4 commenti

  1. concordo con Lei, è inutile vincere cause nei tribunali se poi la Santa Sede può scomunicare i cavalieri cattolici per SCISMA!!!

  2. Il problema di questi ordini è quello che se non sono riconosciuti in Italia dalla Santa Sede, i cavalieri non possono entrare con le loro insegne. Ma non solo. State attenti che se il parroco viene a saperlo, la Curia può anche negarvi la estrema unzione e di entrare ad ascoltare la SS Messa.

  3. Pensa a chi è un cavaliere di Malta: se non fa parte dello SMOM può incorrere in una scomunica!!!

  4. Se la Chiesa vuole fare scandalo, no problem…siccome sanno che non gioverebbe a nessuno questo comportamento, allora per il quieto vivere, basta non indossare le insegne di uno ordine diverso dallo SMOM. Il sacerdote che espelle un fedele, cavaliere di Malta non SMOM, deve ricordarsi che danneggia la Santa Sede per un inutile gesto.

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