Ordine Piano

L’Ordine Piano (indicato anche con il nome di Ordine di Pio IX) è attualmente il primo Ordine cavalleresco regolarmente conferito della Santa Sede apostolica: segue per dignità gli ordini Supremo del Cristo e della Milizia Aurata che vengono considerati quiescenti dall’Annuario Pontificio[1]. Fu fondato il 17 giugno 1847 da papa Pio IX con il breve Romanis Pontificibus per ricordare il suo primo anniversario di regno, ponendosi come continuazione degli antichi “Cavalieri Pii” o Piani o Partecipanti istituiti da papa Pio IV con la bolla Pii patris amplissimi del marzo 1559. Questi nobili cavalieri formavano la corte laica del Romano Pontefice, essendo definiti partecipanti proprio perché “partecipavano” alla vita del
Pontefice, offrendogli la scorta e risiedendo, spesso, nel palazzo apostolico; spesso condividevano la mensa con il Pontefice e lo accompagnavano al pari dei camerieri segreti di spada e cappa. In buona sostanza, si tratta del braccio equestre della famiglia pontificia.
Con il successivo breve Cum Hominum Mentes del 17 giugno 1849, venne confermato l’antico privilegio per cui l’appartenenza all’Ordine Piano conferiva la nobiltà personale. Sul piano storico, il Cavalierato di Gran Croce dell’Ordine Piano ha ricoperto, quale titolo di rango della Santa Sede, dalla rifondazione di Pio IX alla de-nobilitazione voluta da Pio XII nel 1932, il ruolo che fu della Milizia Aurata prima della riforma di Gregorio XVI, ossia quello di titolo di rango (destinato solo a membri di famiglie vantanti condizione gentilizia) della Santa Sede dal XVI secolo al 1841.
Successivamente venne abolito il conferimento nobiliare per i soli sommi gradi (cavalieri di collare e grande croce), data la sua mutazione (sempre per i due gradi indicati) in onorificenza protocollare statuale.
Permane il trattamento nobiliare di N.H. per tutti gli insigniti.
La Milizia Aurata o Speron d’Oro è stata “usata” quale titolo di rango e nobilitazione fino al 1841 (denobilitazione di Gregorio XVI e Confermatio di Pio X), unico conferimento della Santa Sede a riconoscere nobiltà gentilizia e a concedere nobiltà ereditaria, sostituito poi, e con analogo valore, dall’Ordine Piano e in particolare dal Cavalierato di Prima Classe, poi di Gran Croce, fondato da Pio IX e anch’esso denobilitato da Pio XII nel 1939. Vedere: Cesare Brancaleone, “Legislazione Nobiliare Pontificia-La Nobiltà Romana”, Rivista Araldica, Collegio Araldico Romano, 1903 e Temistocle Bertucci, Titoli Nobiliari e Cavallereschi Pontifici, Collana di Monografe Storico-Genealogico-Cavalleresche “Mentore”,Roma, 1925 (Anastatica: Edizioni C.L.D. Libri, 2009).
Data la quiescenza dell’Ordine Supremo del Cristo e dello Speron d’Oro, oggi l’Ordine Piano è di fatto il più prestigioso ordine equestre pontificio regolarmente conferito.
Vanta la precedenza nelle cerimonie sull’Ordine di San Gregorio Magno e sull’Ordine di San Silvestro Papa, nonché sull’Ordine di Malta e sull’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme; negli alti ruoli è di conferimento protocollare, viene riconosciuto ai Capi di Stato in visita presso la Santa Sede, ai capi di Governo, ai Ministri ed al Corpo Diplomatico dopo un periodo di permanenza a Roma.
Il titolo di Cavaliere è concesso con estrema parsimonia, i conferimenti sono eccezionali, a fedeli cattolici di distintissima condizione, quasi sempre appartenenti ad antiche Casate nobiliari europee, in seguito a servigi di alto profilo resi alla Santa Sede Apostolica o direttamente alla persona del Pontefice.
Viene concesso dopo segnalazione del vescovo diocesano o, assai più frequentemente, per motu proprio del Pontefice. Ovviamente non è possibile candidarsi, essendo la segnalazione e la pratica un atto interno vaticano. L’autosegnalazione è anzi causa di esclusione per ogni onorificenza pontificia.
Tutti i conferimenti, trattandosi di onorificenza statuale di prima classe secondo i manuali diplomatici internazionali, sono redatti sotto la forma solenne del breve pontificio, su pergamena, con il sigillo della Sede Apostolica, le chiavi decussate ed il triregno, e la firma del cardinale Segretario di Stato.

PRIVILEGI
Come per gli altri Ordini Equestri Pontifici, l’uso dell’uniforme offre al Cavaliere il privilegio di scortare il vescovo all’ingresso ed all’uscita della Cattedrale, a sedersi immediatamente alla destra dell’altare, ponendo la sciabola a terra e mantenendo la feluca in capo parimenti alla mitria del vescovo. Anche durante le celebrazioni il cavaliere dell’Ordine Piano ha la precedenza sugli altri insigniti di cavalierati pontifici di San Gregorio e di San Silvestro, nonché sui cavalieri dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e sull’Ordine di Malta. Dà inoltre diritto al titolo di N.H. (nobiluomo), alla precedenza e passo su tutti gli altri laici nei Palazzi apostolici e negli edifici religiosi ed agli onori militari da parte della Guardia Svizzera e della Gendarmeria Pontificia.
L’insignito può sospendere l’insegna dell’Ordine alle proprie armi di famiglia. Qualora non fosse di nascita nobile o non possedesse un blasone, l’assegnazione del cavalierato dell’Ordine Piano conferisce all’insignito di crearsi uno stemma araldico.
In forza dei trattati bilaterali del 1929 rinnovati nel 1984, è onorificenza riconosciuta anche dalla Repubblica Italiana con tutti i suoi privilegi e trattamenti protocollari e diplomatici.

Fonte testo: Wikipedia

 

Il Papa consegna il collare al Cavaliere Gran Maestro dello SMOM (deceduto)

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Posted by on 17 aprile 2012. Filed under ARCHIVIO, CULTURA. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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