Palestina: qualcosa si muove, per il “processo di pace”.

Palestina: qualcosa si muove, per il “processo di pace”.

palestinaNon c è molto tempo, solo un mese e mezzo, per porre fine alle rivalità dei due maggiori movimenti istituzionali palestinesi. L’obbiettivo: riunire Gaza e Cisgiordania, i due Territori palestinesi da giugno 2007 governati rispettivamente dal movimento istituzionale Hamas e dall’Autorità nazionale palestinese. Tutto si muove intorno a quello che gli analisti politici di mezzo mondo, chiamano : nuova fase, o fase Obama. Questa nuova “era”, potrebbe portare finalmente alla creazione di uno stato sovrano e indipendente , uno stato Palestinese. Ma non solo. Anche la stessa visita di Benedetto XVI in Terrasanta con i ripetuti richiami alla necessità di uno stato palestinese, secondo molti osservatori, rientra in un sforzo globale per una soluzione che scongiuri il ripetersi di tragedie umane come l’ultima offensiva israeliana nella Striscia di Gaza che tra dicembre e gennaio causò la morte di oltre 1400 persone, in gran parte civili. Va ricordato, che oggi a Washington il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu incontrerà il presidente americano Barack Obama: in agenda proprio la questione palestinese e, secondo i media israeliani, i progetti nucleari dell’Iran. Ebbene nelle stesse ore dell’incontro di Washington, i gruppi palestinesi dovrebbero concludere la quinta sessione dei negoziati per la riconciliazione mediati dall’Egitto. Il Punto importante però, è la riunificazione di Gaza e Cisgiordania. Con un’azione mediatica imponente, i media arabi, danno in queste ore largo spazio ai vari colloqui, sia ufficiali che ufficiosi, delle delegazioni palestinesi presenti in Egitto. La convinzione comune dei gruppi palestinesi è comunque che una Palestina divisa, non permetterà mai al processo di pace di ripartire. Altro nodo da sciogliere ,sarà quello delle elezioni. Secondo alcuni, per le prossime elezioni si voterà con un sistema elettorale misto (75% proporzionale, 25% uninominale). E per un svolgimento in tutta serenità delle votazioni, è stato previsto di costituire una forza di sicurezza di oltre 20 mila agenti, che saranno equamente divisi, tra Hamas e Fatah. Sono in molti a scommettere che questo nuovo corso, inaugurato con l’elezione di Obama, e l’imperiosa richiesta della Santa Sede, di veder nascere al più presto uno stato Palestinese, porti prima o poi a qualcosa di positivo.
Di Giampaolo Poniciappi

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