Parigi onora il 70esimo anniversario della battaglia di Stalingrado

Parigi onora il 70esimo anniversario della battaglia di Stalingrado

Bundesarchiv_Bild_183-P0613-308,_Russland,_Kesselschlacht_StalingradLa battaglia di Stalingrado, che durò dal luglio del 1942 al febbraio del 1943, fu una delle più imponenti della seconda guerra mondiale. Parigi ha ricordato ed onorato i caduti con le parole del generale Charles De Gaulle, il quale sottolineò il fondamentale ruolo della Russia nella liberazione della Francia. Stalingrado però non esiste più, la città ha cambiato nome (dal 1961 è Volgograd); di essa sono rimasti pochi veterani a raccontare quell’epico scontro che cambiò le sorti della seconda guerra mondiale. Nella Russia post-comunista il successo nel conflitto con la Germania nazista è considerato motivo di orgoglio nazionale.
E’ infatti difficile dimenticare una guerra di questo tipo, ove le perdite umane da parte sovietica sono dettagliatamente riportate nelle opere storiche edite dopo l’apertura degli archivi segreti di Mosca: da questa documentazione prima riservata, risulta un totale di 478.000 morti o dispersi (323.000 fino al 18 novembre 1942 e 154.000 dopo l’inizio della controffensiva sovietica) e 650.000 feriti.Il calcolo delle perdite umane dell’Asse risulta molto difficile. In termini di divisioni i tedeschi ne ebbero 20 distrutte completamente a Stalingrado ed altre 10-15 nelle battaglie del teatro meridionale del fronte orientale; i Rumeni persero circa 15 divisioni, gli Italiani 10 e gli Ungheresi altrettante (per un totale di circa 65-70 divisioni, cioè almeno 900.000 soldati). Le perdite dentro la sacca furono di 140.000 morti e dispersi e 100.000 prigionieri (sarebbero tornati in Germania dopo la guerra solo 6000 soldati), ma a questi prigionieri devono aggiungersene altri presi al di fuori della sacca (almeno altri 50.000 soldati) e i prigionieri rumeni (circa 100.000), ungheresi (60.000) e italiani (altri 50.000). Il totale dei prigionieri dell’Asse ammonta dunque a 360.000 uomini, la maggior parte dei quali non fece più ritorno in patria. Mancano poi i dati delle perdite dell’Asse durante la fase offensiva d’estate (circa altri 200.000 uomini). In conclusione l’Asse dovrebbe aver perso complessivamente oltre 1.100.000 soldati di cui circa 400.000 prigionieri. Storici e memorialisti sovietici hanno sempre considerato questa battaglia il punto di svolta decisivo non solo della guerra sul fronte orientale ma di tutto il secondo conflitto mondiale. La vittoria sul Nazionalsocialismo apparve per la prima volta possibile anche se non in tempi così immediati come in un primo tempo Stalin sembra aver creduto. “Eravamo convinti che le maggiori difficoltà fossero ormai alle nostre spalle”, dirà il generale Vasilevskij, uno dei protagonisti principali della vittoria. (1)

 

Nota
(1) testo estratto da Wikipedia.

La foto è cambiata…se però avete immagini storiche da pubblicare inviatele a: emmegipress@gmail.com ; se ritenute idonee, saranno aggiunte all’articolo.  La foto in copertina è di Wikipedia! Se non è esatta scrivete a loro.

2 commenti

  1. La foto è fuorviante. Non ritrae un momento della battaglia di Stalingrado: quello è un soldato dell’Armata Rossa che issa la bandiera Sovietica sul palazzo del Parlamento del Reich (Reichstag) di Berlino durante l’assedio finale.

  2. Author

    Invece di scrivere le solite insulse polemiche perché non produce una foto Lei….altrimenti ha perso una occasione per stare zitto!

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