Pellegrino Rainaldi Danti, Astronomo di Cosimo I Medici

Pellegrino Rainaldi Danti, intorno al 1567, fu invitato a Firenze da Cosimo I de’ Medici, duca della Toscana, per avvalersi dei suoi servigi e far rinascere gli studi matematici ed astronomici, nel dominio recentemente acquisito. In particolare, ebbe da Cosimo la carica di cosmografo granducale, ed elaborò le mappe che decorano la Sala delle Carte di Palazzo Vecchio. Allo stesso tempo si dice che papa Pio V incaricasse Danti di progettare la costruzione un di una chiesa domenicana e di un convento a Bosco Marengo.

Durante il suo soggiorno a Firenze, Danti ricoprì la cattedra di matematica presso lo Studio Fiorentino e pubblicò diverse opere, tra le quali le Sette tavole del Trattato della Sfera (1567), il Trattato sull’uso della sfera (1569) e le traduzioni in italiano della Sfera di Proclo (1573), e della Prospettiva di Euclide (1573). In appendice a quest’ultima Danti curò l’editio princeps con traduzione latina dei Capita opticorum di Eliodoro di Larissa.

A Firenze Danti risiedette nel convento di Santa Maria Novella e progettò la sfera armillare e lo gnomone che compare all’estremità degli archi ciechi sulla facciata della chiesa nel 1572. Ebbe un’intensa attività di ideatore di strumenti scientifici e fu autore di testi molto diffusi sulla fabbricazione dell’astrolabio e sull’astronomia. Con il Trattato dell’uso et della fabbrica dell’astrolabio (1569) realizzò il primo trattato sull’astrolabio scritto in lingua italiana.

Danti, inoltre, fu scelto per dirigere la costruzione di un canale che doveva mettere Firenze in comunicazione sia con il Mediterraneo che con l’Adriatico. Alla morte di Cosimo I, lasciò Firenze perché non gradito al successore Francesco I.

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