[Pisa] Canale dei Navicelli

[Pisa] Canale dei Navicelli

Nel XVI secolo la foce dell’Arno era paludosa e interessata da forti correnti. Per tale ragione, oltre l’esigenza di collegare il nuovo porto di Livorno con la capitale Firenze per via fluviale, durante il regno di Cosimo I de’ Medici fu progettato e realizzato il canale fra la porta a Mare di Pisa (di fronte al bastione Stampace e sulla riva opposta dell’Arno rispetto agli arsenali presenti nella Cittadella) e la Fortezza Vecchia di Livorno, seguendo un percorso più volte modificato e che, definitivamente rettificato tra il 1920 e il 1938, ha assunto un andamento prevalentemente rettilineo, benché sussistano ancora alcuni tratti dismessi dell’antico percorso del XVI secolo.

Progettato nel 1541, nel 1563 dalla Porta a Mare a Pisa arrivava in prossimità di San Piero a Grado e negli anni 1574-75 fu completato il suo tracciato piegando verso sud fino a Livorno ove sfociava presso la Fortezza Vecchia. La sua escavazione costò solo 5.000 scudi. Fu aperto al traffico fluviale nel 1603; aveva una lunghezza di circa 22 km, 18 m di larghezza ed una profondità di 1,50 m.

Costruito per il drenaggio delle acque e per comunicazione commerciale rapida tra le due città, i punti di accesso al canale erano sia a Pisa che a Livorno: la darsena di Pisa era caratterizzata da una costruzione detta “sostegno”, più volte oggetto di ampliamenti. Si trattava di un edificio che ospitava una cateratta ed un paranco che trasbordava le imbarcazioni, in genere navicelli, dal canale al fiume. Tale meccanismo era mosso da una ruota il cui movimento era fornito da alcuni uomini che camminavano al suo interno.

Il suo percorso originale era tracciato partendo dalla Porta a mare di Pisa, dopo pochi metri in direzione di Quarantola, girava verso ovest e dopo essere attraversato dal Ponte a Piglieri (Saint Gobain) assumeva un andamento verso sud ovest in direzione de La Vettola, era attraversato dalla strada Livornese dal ponte S. Maria degli Angioli ed in prossimità di San Piero a Grado piegava decisamente verso sud e costeggiando le vaste paludi di Castagnolo e di Coltano (Padule della Ballerina, della Pantera, dello Stagno maggiore), sfociava nel fosso dell’Arnaccio, poi dopo il 1761 nella Fossa Chiara, e scendendo verso il Calambrone svoltava verso Livorno.

Nella seconda metà del XVIII secolo il tratto terminale dai ponti di Stagno fino alla località di Torretta, a causa del periodico insabbiamento nella “Paduletta” che andava prosciugandosi, fu deviato fino alla foce del Calambrone e da qui scendendo verso sud parallelo alla costa arrivava in prossimità del tratto settentrionale delle mura livornesi. A Livorno, il canale fu dapprima collocato all’esterno delle fortificazioni e nel XVII secolo venne inglobato nel quartiere della Venezia Nuova, subendo alcune modifiche per la presenza delle vicine strutture militari.

Il tratto finale fu poi deviato nel corso del XVIII secolo nel fosso della Fortezza Nuova nei pressi del cosiddetto “Pontino”, che darà poi il nome al quartiere proto-industriale che si svilupperà nei paraggi. Sempre a Livorno, nella prima metà dell’Ottocento fu costruito l’imponente edificio della Dogana d’acqua, una barriera di controllo per i navicelli che entravano nel porto franco labronico, in origine circondata da due vaste darsene.

Nel XX secolo furono realizzati tre ponti girevoli: due stradali nella frazione di Tombolo e nell’area portuale livornese e uno ferroviario tra Livorno e Calambrone, interessato dal traffico della ferrovia Pisa-Tirrenia-Livorno. Nei primi decenni del XX secolo, l’antico percorso fu in gran parte abbandonato e fu aperto il nuovo canale rettilineo, più ampio e profondo, che attraversa la vasta pineta di Tombolo, mentre il vecchio Navicelli rimane solo come canale di drenaggio dell’ex padule di Stagno in gran parte bonificato e messo a cultura negli anni ’20-30.

Le principali modifiche sono state apportate a Livorno, dove la realizzazione del canale Scolmatore dell’Arno ha imposto una nuova foce in quest’ultimo prima di entrare nel porto vero e proprio, e a Pisa dove, in corrispondenza dell’attuale porto canale di Pisa (a vocazione mercantile), è stato costruito un nuovo incile, spostato più a sud rispetto alla Darsena Pisana che è stata interrata alla fine del XX secolo, mentre un lungo tratto è stato interrato a Livorno nel quartiere di Torretta per lasciare spazio a un ampio rettilineo stradale, con conseguente deviazione del canale in porto.

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