Pisa, Fortezza Cittadella Nuova

La famiglia Scotto, dopo aver acquistato nel 1798 la fortezza, che il granduca Leopoldo I di Toscana aveva messo in vendita, diede infatti avvio ai lavori per la costruzione di un palazzo corredato da un ampio spazio verde. La tradizione vuole che il gigantesco platano, che troneggia in mezzo al giardino, fosse stato piantato in occasione di uno spettacolo teatrale di Carlo Goldoni; in realtà quando il Giardino è stato acquistato, il Goldoni era già morto.

Fu costruita a partire dal 1440 durante la prima dominazione fiorentina. A seguito della rivolta pisana e degli scontri precedenti la seconda conquista della città, la fortezza fu danneggiata e in seguito ristrutturata dall’architetto Giuliano da Sangallo.

Chiamata “nuova” per distinguerla dalla Cittadella più vecchia e rivolta al mare, essa si trova all’estremo opposto della cinta muraria pisana, in Lungarno Fibonacci, sulla riva meridionale del fiume Arno, tra il ponte della Vittoria e quello della Fortezza.

In questa nuova ristrutturazione si tenne conto delle nuove armi utilizzanti la polvere da sparo. Si tratta di uno dei primi esempi in Italia.

Al centro dei bastioni della fortificazione della Cittadella Nuova, si trova oggi un ampio giardino realizzato agli inizi del XIX secolo dall’architetto Giovanni Caluri per l’armatore livornese Domenico Scotto.

La fortezza, costruita quasi interamente con materiali di reimpiego, era costituita da due capisaldi, la rocca di San Marco (meridionale) con un ampio torrione quadrangolare, e un fortilizio chiuso da alte mura e sormontato da un torrione circolare (settentrionale); a separazione fra le due strutture era un vasto spazio fortificato che ospitava la nuova chiesa di Sant’Andrea e alcuni edifici di servizio. L’intera cittadella era circondata da un fossato, attraversabile tramite un ponte levatoio.

Tra il 1440 e il 1470, su progetto del Brunelleschi, fu edificata la fortezza nuova fiorentina nell’area fino ad allora occupata dalla parrocchia di Sant’Andrea in Chinzica. In questo panorama, sia il ponte della Spina (poi ponte della Fortezza) sia il ponte a Mare erano posti sotto diretto controllo militare. Per la realizzazione di questo ambizioso progetto furono rasi al suolo la chiesa di Sant’Andrea, con l’ospedale e il monastero annessi, e le abitazioni di circa 90 famiglie, nonché le attività produttive presenti nell’area.

Demolita parzialmente dai pisani durante la rivolta cittadina nel 1495, nel 1509 (anno della riconquista fiorentina di Pisa) la struttura fortificata venne modificata ad opera di Giuliano da Sangallo e da Antonio da Sangallo il Vecchio (quest’ultimo si occupò anche della costruzione della fortezza vecchia di Livorno), e prese il nome di Cittadella Nuova. Comuni ad entrambi gli edifici (Cittadella di Livorno e Cittadella di Pisa) erano alcuni accorgimenti architettonici particolari, come le cortine laterizie e le liste verticali di marmo.

La nuova struttura prevedeva due distinte fortificazioni collegate fra loro da un unico bastione, andando così a costituire un ampio recinto fortificato.

Il caposaldo meridionale era costituito da una struttura quadrangolare con tre puntoni angolari.

Il baluardo settentrionale (detto anche “della cisterna”) si articolava attorno ad uno spazio aperto, la “piazza del corpo di guardia”, che ospitava, oltre appunto alla cisterna, i resti di un torrione circolare quattrocentesco ed un lungo edificio con funzioni residenziali (per il cantiniere, per l’oste e per qualche soldato), all’osteria e ad una casamatta con cannoniera. Durante la costruzione, Sangallo fu ripetutamente accusato di perdere tempo in dettagli e ornamenti piuttosto che concentrarsi sull’aspetto pratico.

La fortezza del Sangallo fu ristrutturata nella parte a sud del bastione della cisterna verso la metà del XVI secolo per realizzare una nuova struttura muraria; nel corso del 1600 fu ricostruita la cortina muraria sul lato est, insieme con l’edificazione di uno stradello in laterizi all’interno del baluardo della cisterna.

Le modalità costruttive dei cantieri del XVI e XVII erano molto diverse rispetto a quelle dei primi architetti: furono realizzate delle murature che non rispondevano ad un gusto estetico, ma solo ad esigenze statiche e funzionali.

Wikipedia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This blog is kept spam free by WP-SpamFree.