Povertà, via della Giunta al “microcredito”

FIRENZE – Si concretizza il progetto regionale per il microcredito. La giunta ha approvato oggi il regolamento di attuazione degli ‘Interventi di sostegno finanziario per l’inclusione sociale e la lotta alla povertà’ previsti in finanziaria, una delle misure varate dall’amministrazione regionale per dare una risposta al disagio economico delle famiglie toscane. Il bando, che prevede uno stanziamento iniziale di 5 milioni di euro, sarà rivolto agli enti del terzo settore.

“L’incontro che abbiamo fatto con il terzo settore – ha spiegato il presidente Rossi – fa ben sperare per la riuscita di un progetto che, è bene ricordarlo, non si rivolge a situazioni di generica povertà quanto piuttosto a quelle di emergenza economica che possono determinarsi in tante famiglie a causa della crisi. Ad esempio per acquistare libri scolastici oppure per far fronte una spesa straordinaria ed imprevista. Questo progetto non si limita ad un’erogazione economica, ma si traduce anche in vicinanza e assistenza alle persone ad uscire dalla condizione di difficoltà. Le aiuta a non sentirsi sole. Presto – ha detto Rossi – prevediamo di sottoscrivere un protocollo d’intesa con le principali associazioni del terzo settore, lasciandolo aperto anche a tutte le altre, e in una fase successiva con le associazioni di categoria per cercare di convogliare altre risorse in questa iniziativa”. “A differenza del governo – ha proseguito il presidente Rossi – anche in una situazione di difficoltà non abbiamo ridotto l’intervento nel sociale, aggiungendo fondi a quelli già previsti. Questo provvedimento rappresenta un primo passo, poi vogliamo progettare anche il microcredito per le imprese”.

“Vorrei sottolineare – ha detto l’assessore al welfare Salvatore Allocca – il ruolo che spetterà ai centri di ascolto che non dovranno limitarsi alla gestione dell’eventuale insoluto da parte di chi riceverà il prestito e non sarà in grado di restituirlo, ma avranno anche il compito di accompagnare e stare vicini a queste persone col compito di favorirne la responsabilizzazione rispetto all’utilizzo del denaro”.

A ciascun ente che sarà ammesso al bando (la valutazione spetterà ad una commissione sulla base dei progetti di inclusione sociale che saranno presentati) potrà essere assegnato un finanziamento massimo di 150 mila euro. I progetti dovranno indicare la forma di compartecipazione da parte dell’ente (sotto forma di cofinanziamento o di disponibilità di strutture o personale) e i centri di ascolto coinvolti, prevedere attività di tutoraggio e responsabilizzazione nei confronti dei beneficiari del prestito e comprovare una precedente esperienza in attività analoghe o comunque di rilievo sociale. Gli operatori dei centri di ascolto dovranno svolgere corsi di formazione e mantenere un rapporti costanti con il personale dei servizi sociali territoriali. Il sostegno erogabile a ciascun beneficiario non potrà superare i 3 mila euro e la restituzione dovrà avvenire entro 36 mesi, anche attraverso lo svolgimento di attività di utilità sociale.