Pronti soccorso: piano aziendale per gestire sovraffollamento

Aumento del personale sanitario con team aggiuntivi dedicati all’assistenza dei pazienti, incremento di posti letto “flessibili” per garantire i ricoveri, potenziamento dei percorsi di fast track per le urgenze e incremento straordinario delle risposte di continuità assistenziale sul territorio per le dimissioni complesse.

Sono alcune delle azioni previste dal “Piano dell’Azienda USL Toscana centro per la gestione del sovraffollamento in pronto soccorso”. Il piano sarà quindi attivato in tutti i pronti soccorsi dell’Azienda: San Giuseppe di Empoli, San Jacopo di Pistoia, SS. Cosma e Damiano di Pescia, Santo Stefano di Prato, Santa Maria Nuova, San Giovanni di Dio, Santa Maria Annunziata e Ospedale di Borgo San Lorenzo dell’area fiorentina.

Anche se l’andamento della domanda in pronto soccorso è spesso prevedibile nell’arco dei diversi periodi dell’anno e della stessa giornata, può comunque assumere connotazioni critiche in particolare nei periodi di epidemia influenzale: nel dicembre 2016 l’Azienda, per fronteggiare “l’emergenza influenza” varò un piano straordinario di interventi organizzativi urgenti, aumentando sia il personale che i posti letto, in particolare in area medica.

“Quest’anno le misure sono già tutte previste in un documento –spiega il direttore sanitario, Emanuele Gori- con l’obiettivo prioritario di non compromettere la qualità delle cure nei nostri nove pronti soccorso e di conseguenza negli ospedali, nel caso si verificasse un incremento critico sia dell’affluenza che della permanenza dei pazienti all’interno dei dipartimenti di emergenza”.

Il Piano, in caso di necessità, prevede di attivare una vera e propria “Unità di gestione aziendale iperafflusso” della quale oltre al direttore sanitario, ne fanno parte il direttore della rete ospedaliera (dottor Luca Nardi) con funzioni di coordinatore dell’Unità, il direttore di staff direzione sanitaria (dottor Roberto Biagini) e i direttori dei seguenti dipartimenti: infermieristico e ostetrico, emergenza e area critica, specialistiche mediche, chirurgico, diagnostica per immagini e servizi tecnici e sanitari.

La unità è stata dotata anche di budget di spesa di 500.000 per la tempestiva attivazione delle azioni previste per il 2017 e di ulteriori due milioni di euro a partire dal 2018.

Rilevante accesso di pazienti, attese nei percorsi interni del pronto soccorso nelle fasi diagnostiche e di consulenza specialistica, carenza di posti letto e difficoltà a dimettere, in particolare pazienti fragili o con problematiche sociali, sono criticità che dovranno, quindi, essere superate e gestite con rapidità mettendo in atto le azioni previste dal Piano che potranno essere preliminari, proattive e straordinarie e quindi modulate in relazione ai monitoraggi sugli accessi e i ricoveri.

Tali azioni, progressivamente applicate, dovranno assicurare équipe aggiuntive di personale (medici, infermieri, operatori socio sanitari) nei pronto soccorsi e nei reparti, adottando soluzioni organizzative necessarie ad assicurare risorse aggiuntive di personale da attivare nel caso risultasse insufficiente (per esempio per improvvise e impreviste assenze per malattia e infortunio) con progetti di attività aggiuntiva, pronta disponibilità, eventuali assunzioni “a tempo” e, in caso di indisponibilità delle stesse, ricorrendo a società di lavoro interinale; garantire lo svolgimento delle prestazioni diagnostiche nei tempi previsti: quest’ultime, potranno essere incrementate prevedendo anche dei noleggi temporanei delle tecnologie sanitarie. Saranno, inoltre, aumentate le prestazioni urgenti –fast track (erogabili entro 24-72 ore) prenotabili dai medici di famiglia per specifici gruppi di patologie (in ambito cardiologico, medico, radiologico, ecc…) e allargate le degenze di area medica per evitare la carenza dei posti letto.

“Il Piano –sottolinea il direttore sanitario- dovrà evitare ai pazienti lunghe attese nei pronto soccorso per completare il percorso assistenziale diagnostico e terapeutico e assicurare una sufficiente disponibilità dei posti letto, comunque –prosegue il DS- confidiamo che l’adesione alla vaccinazione quest’anno sia superiore rispetto agli anni passati, per evitare le complicanze per l’influenza, che vanno dalle forme respiratorie al peggioramento delle malattie croniche, soprattutto negli anziani che per le loro condizioni di fragilità sono i più esposti”.
Anci Toscana

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Posted by on 22 novembre 2017. Filed under ARCHIVIO, SALUTE. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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