Montecristo si trova a sud dell’isola d’Elba, a ovest dell’isola del Giglio e del Monte Argentario, a sud-est dell’isola di Pianosa e a est dell’affiorante Scoglio d’Affrica, noto anche come Africhella e Formica di Montecristo. L’isola, originatasi dal sollevamento di un plutone sottomarino, è interamente montuosa con diverse sporgenze rocciose a picco sul mare ed è costituita quasi esclusivamente da granodiorite con grossi cristalli di ortoclasio. La sommità dell’isola di Montecristo, denominata Monte della Fortezza, è di 645 m.

In età classica l’isola era chiamata Oglasa (Ὠγλάσσα Ōglássa in greco), toponimo di origine preromana che in una trascrizione medievale è riportato Oclifa. Durante il Medioevo il nome muta in Monte Christi, ossia «Monte di Cristo», verosimilmente a causa del forte contesto ecclesiale e monastico che caratterizzò l’isola a partire dal V secolo d.C., ed in particolare del Monastero di San Mamiliano.

Altre fonti riportano che in origine l’isola si sarebbe chiamata Monte di Giove o Montegiove per la presunta esistenza di un tempio romano dedicato al dio Giove, e che solo in seguito alla presenza monastica avrebbe mutato il nome in Monte Cristo. Alcune ipotesi, tuttavia, oggi tendono a far derivare la denominazione Montegiove dal latino iugum («giogo montano»), come documentato nella toponomastica della vicina isola d’Elba. In epoca successiva, Montecristo venne anche chiamata Isola di San Mamiliano in riferimento al santo che vi condusse vita eremitica sino al 460.

La storia documentata di Montecristo comincia con la fondazione del Monastero di San Mamiliano edificato, secondo una tradizione già attestata nel Medioevo, sui resti di un ipotetico tempio romano dedicato al dio Giove. Nel Monastero sarebbe stato custodito un leggendario Tesoro frutto di donazioni ecclesiastiche; alla stessa epoca risale una cappella absidata costruita all’interno della Grotta di San Mamiliano, dove visse il santo nel V secolo. Le prime due grandi devastazioni subite dal Monastero furono dovute agli attacchi saraceni del 727 e del 1323. Dal 1399 passò sotto lo Stato di Piombino. Durante il 1534 «all’isola detta Montechristo soggiornava una compagnia di corsali.»

Nell’agosto 1553 Dragut, dirigendosi verso l’isola d’Elba, espugnò il Monastero decretandone la fine. L’ultimo abate che resse il Monastero fu Federico De Bellis. Da quel momento l’isola di Montecristo rimase disabitata. Dal secolo XVI i sovrani piombinesi ricevettero vari solleciti da parte di molti Stati (su tutti, il Granducato di Toscana) affinché fortificassero l’isola, cacciandone i pirati e corsari che abitudinariamente la abitavano: un contenzioso destinato a rimanere irrisolto per secoli, con l’isola abbandonata al proprio destino.

La Riserva naturale statale Isola di Montecristo è una riserva biogenetica di 1.039 ettari istituita nel 1971 con decreto ministeriale per tutelare la natura peculiare dell’isola. Oggi ricade nel Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano. È stata insignita anche del Diploma europeo delle aree protette nel 1988 e riconosciuta come sito di interesse comunitario.

  1. non è possibile pernottare e sono vietate la pesca, la balneazione e la navigazione entro 1000 metri dalla costa.
  2. entro 3 miglia è possibile transitare, ma non pescare.
  3. eventuali accessi via mare possono avvenire solo a Cala Maestra, con fondale sabbioso, arrivando perpendicolarmente alla costa; esiste tuttavia un piccolo eliporto per le emergenze. Non si può utilizzare l’ancora, ma è possibile l’attracco al gavitello o al molo.
  4. per arrivare sull’isola è necessario ottenere un’autorizzazione dal Corpo Forestale di Follonica; il permesso può essere relativo all’accesso o alla visita.
  5. Nel primo caso (accesso) si deve rimanere a Cala Maestra, e sarà possibile visitare solo la Villa Reale, l’orto botanico e il Museo. Il tempo di attesa per ottenere l’accesso è nell’ordine dei mesi.
  6. Per quanto riguarda la visita sono ammessi solo 1000 visitatori l’anno ed il tempo medio di attesa per l’autorizzazione è di 3 anni (viene data precedenza a spedizioni scientifiche, associazioni, scolaresche).
  7. Le visite guidate si svolgono solo entro i tre sentieri esistenti, tutti molto impegnativi.

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