[Provincia di Prato – Carmignano] Tenuta di Capezzana

La prima “casa da signore” fu edificata nel Rinascimento su iniziativa di Monna Nera Bonaccorsi, per venire poi ampliata dai Cantucci, imparentati coi Medici, in eleganti forme cinquecentesche. Nel Settecento Maria Maddalena Cantucci, sposata nel 1734 al marchese Bourbon del Monte, aumentò il numero dei poderi della tenuta, ricostruendo la cantina in dimensioni maggiori. La villa passò poi alla famiglia Adimari-Morelli; gli Adimari erano una famiglia fiorentina di antica origine, estintasi nel 1736. I Morelli, provenienti dal Mugello, si trasferirono a Firenze e divennero gli eredi degli Adimari. Fu proprietà poi dei Franchetti-Rothschild (Raimondo Franchetti aveva sposato nel 1858 la baronessa Sara Luisa Rothschild) ed infine dei Contini Bonacossi nel 1920.

Fu il conte Alessandro, senatore, grande antiquario, di ritorno dalla Spagna, ad acquistare la villa di Capezzana con più di centoventi poderi ed una produzione di vino e di olio di grande qualità. Il conte acquistò anche dal marchese Aman Niccolini di Carmignano due fattorie confinanti – il Poggetto e Trefiano – e fece costruire una nuova tinaia dal famoso architetto fiorentino Giovanni Michelucci. Nel 1945 condusse l’azienda Augusto Alessandro, figlio del senatore, al quale si affiancò il figlio Ugo, laureato in agraria, che trasformò la tenuta di Capezzana da conduzione mezzadrile ad azienda moderna.

Ugo Contini Bonacossi lasciò il palazzo di famiglia che possedeva a Firenze sui Lungarni e si trasferì con la numerosa famiglia a Capezzana divenendo un personaggio di spicco della vitivinicoltura italiana e valorizzando in modo eccezionale il vino di Carmignano.

Nel 1972 fondò la Congregazione, cioè il Consorzio, dei produttori del vino Carmignano che dal 1932 veniva confuso col Chianti. E’ grazie al suo lavoro e alla fiducia riposta nel vino di queste terre che il vino Carmignano ottenne nel 1975 la Doc e nel 1990 la Docg.

Oggi la direzione della tenuta di 670 ettari, 90 a vigneto e 140 a oliveto, è in mano ai figli del conte Ugo Benedetta, Beatrice, Vittorio e Filippo, oltre ai nipoti Serena, Leone, Gaddo e Ugo.

Una pergamena con un contratto di affitto, datata 804 e posta all’ingresso della tenuta di Capezzana, attesta la produzione dell’olio e del vino nella fattoria già 1200 anni fa.

Fonte 1

Fonte 2

Fonte foto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This blog is kept spam free by WP-SpamFree.