Il destino della Rari Nantes Florentia sul filo del rasoio. Il 19 aprile dovrebbe arrivare l’attesa e temuta sentenza del Tribunale delle acque pubbliche sulla possibile demolizione della gloriosa società sportiva fiorentina. La vicenda è nota: secondo un Regio Decreto del 1904 le strutture costruite sulla sponda dei fiumi (Arno in questo caso) entro dieci metri dall’acqua sono considerate pericolose e devono essere demolite. Per molti anni il problema è stato posticipato a data da destinarsi e ignorato. Poi, improvvisamente, nel 2013 l’incubo diventa realtà. Tutto quello che c’è sulla riva del fiume entro dieci metri dall’acqua deve essere demolito.

Lo dicono Provincia e Comune, oggi diventate Città Metropolitana. Pochi anni e la Rari Nantes sarebbe stata distrutta. Un anno e mezzo fa una soluzione sembrava essere stata trovata. Si poteva derogare al vincolo dei dieci metri di distanza dal fiume trovando un accordo fra le varie amministrazioni interessate. Poi c’è stata anche una modifica alla legge regionale sul rischio idraulico che avrebbe salvato i manufatti di valore storico e di interesse pubblico. Ma purtroppo l’amministrazione fiorentina non ha risposto alle sollecitazioni. E quindi, adesso si aspetta solo il responso del ricorso presentato al Tribunale delle acque pubbliche, che sarà decisivo.
Ma i problemi per la Rari non finiscono qui. La società non vive economicamente un buon periodo a causa dei canoni di affitto richiesti dalla Città Metropolitana per le parti demaniali della struttura. E poi c’è un procedimento in corso a carico del presidente per “delitto colposo” per non aver rimosso i manufatti abusivi.
Insomma, il giorno del giudizio si avvicina. Se qualcuno è in grado ancora di fare qualcosa si sbrighi.
Passata Pasqua, potrebbe non esserci più tempo.

Duccio Magnelli
giornalista

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