Il termine è di etimologia incerta, ma comunque da riferire al latino “martius”=di Marte. Un’altra delle spiegazioni avanzate è che marzocco sia la contrazione della parola Martocus, cioè piccolo Marte. la più celebre di queste raffigurazioni è senz’altro quella di Donatello. Più anticamente, come si può vedere nella banderuola di Palazzo Vecchio, il marzocco doveva essere rappresentato come rampante con un pennoncello con le armi di Firenze (Giglio Rosso in campo bianco).

Fra gli altri, Dante riporta la comune credenza che la città di Firenze fosse anticamente dedicata a Marte, e come esistesse una statua romana del Dio, già al foro, sistemata vicino al Ponte Vecchio, che venne travolta dalla piena del 1333.

Nel Trecento, almeno fino alla peste nera, accanto a Palazzo Vecchio, sul lato di via della Ninna, la Signoria manteneva un vero e proprio serraglio di leoni, con una trentina di animali, tanto che la strada si chiamava appunto via dei Leoni. La decisione di tenere leoni vivi in un serraglio, fu presa per rendere onore a Guglielmo, fratello del Re di Scozia Malcolm IV, al quale successe nel 1165. Guglielmo, detto Il Leone, perché aveva raffigurato questo animale nello stemma, aveva fatto un buon governo per Firenze e la città gli era riconoscente.

Questi leoni dapprima furono messi in un locale terreno accanto alla torre del Guardamorto, in piazza San Giovanni e, nel secolo XIII, furono trasferiti in piazza Signoria, dietro il palazzo, fra l’attuale via dei Leoni e la via dei Gondi, dov’era la torre del Guardingo. Nel 1550 il serraglio fu messo in via del Maglio (l’attuale via Lamarmora), accanto al giardino dei Semplici, dove rimase fino al 1775, quando il granduca Leopoldo II lo abolì.

Al tempo della Repubblica, il personaggio incaricato della direzione del serraglio doveva essere nobile, pagare da trenta anni le Gravezze (tasse) e doveva portare la barba lunga, contrariamente all’uso del tempo, come è scritto in una Riformagione del XIV secolo.

Il Marzocco di Donatello è oggi conservato nel Museo del Bargello e in copia in Piazza della Signoria davanti a Palazzo Vecchio.

Nella zona di Firenze il simbolo è anche molto usato come decorazione di cancelli, mura, e così via; ma lo si ritrova anche in altre zone della Toscana.

Ad Anghiari, nell’aretino, il Palazzo del Marzocco ospita il museo che ricorda la storica battaglia combattuta nella piana antistante la città tra i fiorentini e le truppe milanesi e legata alla vicenda del dipinto perduto di Leonardo da Vinci. A Livorno, la Torre del Marzocco costruita dai fiorentini nel XV secolo come fanale per il porto, poi piazza per artiglieria era sormontata da una banderuola di rame, a forma di leone rampante.

La tradizione dell’animale totemico nelle città italiane del medioevo era molto forte, specie in Italia settentrionale e centrale.

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