Fu il primo nucleo del sito, voluta direttamente nel 1216 dallo stesso San Francesco, riprendendo la semplicità di Assisi, così come il nome, dedicato all’evento dell’apparizione mariana al santo, avvenuto nello stesso anno. Il conte Orlando aiutò quindi a finanziare l’impianto originario, ma fu soltanto a partire dal 1250, per volere del cardinal Rainaldo da Segni e di Papa Innocenzo IV, che la chiesetta si ampliò nella dimensioni attuali, per esser quindi consacrata soltanto nel 1260.

Essa viene introdotta da un basso porticato situato a destra della Basilica Maggiore, ed alla quale si accede attraverso il portone. Il basso porticato comprende anche due ingressi al convento e una saletta, oggi adibita a mercatino, adiacente ad un passaggio verso il bosco della frazione Beccia.

L’interno della cappella si presenta ad aula unica, suddivisa in due parti da un tramezzo. Ristrutturata ed ampliata dopo il 1250, conservò della struttura primitiva soltanto la campana del 1257, presente sul campaniletto a vela.

Al suo interno, troviamo, sulle pareti, due tele del pittore fiorentino Ferdinando Folchi del 1877, raffiguranti una l’incontro tra San Francesco e il conte Orlando Catani presso la rocca di San Leo nel Montefeltro, quando quest’ultimo dona il sacro Monte della Verna al frate l’8 maggio 1213, l’altra raffigurante l’evento della dedicazione della chiesetta a Santa Maria degli Angeli.

Ai due lati del tramezzo sono posizionati due rilievi in terracotta invetriata, uno raffigurante la Natività con San Francesco e San’Antonio, l’altro il Cristo in Pietà tra la Vergine e San Giovanni, entrambe opere di Andrea col figlio Luca II Bartolomeo detto “Il Giovane” Della Robbia; entrambe queste due opere sono datate tra il 1490 e il 1493.

Passando oltre il tramezzo, si può ammirare, sopra l’altare, il grazioso dossale, sempre in terracotta invetriata, raffigurante l Assunta che dona la sua sacra cintola a San Tommaso, tra i Santi Gregorio, Francesco e Bonaventura. Tale gesto affonda nella classica tradizione cristiana, che si diffuse in Toscana soprattutto nel X secolo. Il rilievo è attribuito al solo Andrea della Robbia, realizzato intorno al 1488.

(Wikipedia)

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