Scansano, Cinghiali distruggono vigne nota fattoria

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Prime vasche di merlot di Scansano completate, di media 14,6% di alcol potenziale e 5,6 di acidità con colore impressionante! Grande vino. Ora stiamo raccogliendo Ciliegiolo, Alicante e un avanzino di Merlot in una grande vigna in affitto accanto a noi, ma è un disastro; le uve sono così dolci che non c’è stato modo di fermare i cinghiali e i caprioli. Di tre o quattrocento quintali che c’erano non ne stiamo trovando nemmeno la metà.

La Regione ha parlato di 150.000 ungulati in eccesso da abbattere, ma non è stato fatto nulla e ora mi tocca guardare questo macello. Tanto lavoro e poi tutto distrutto! Non è giusto. E non mi vengano a parlare di fantomatici “catturi”, di carni di cinghiale “non vendibili” per via dei parassiti (ve l’avevo detto quando si discusse la Legge, ma voi faceste finta di nulla!) e di funzionari che fanno muro di gomma (se si rifiutano di applicare le Leggi vanno rimossi, punto!).

Se la Regione vuole che la viticoltura Toscana sopravviva i cinghiali vanno eliminati dalle aree viticole dove, tra l’altro, storicamente non c’erano mai stati.

In molte zone sono arrivati da un decennio e stanno sconvolgendo l’ambiente, la fauna e ogni coltura; c’era un equilibrio, e ora non c’è più. Vanno riportati ad un numero sostenibile e va fatto subito, perché le aziende non possono vivere senza raccolti.

A Montalcino il tempo è coperto, ma non piove. A Mezzogiorno il termometro è a 21°, difficile dire se con queste temperature le uve vanno avanti con la maturazione.

Fonte testo e foto: Stefano Cinelli Colombini

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