Scuola e allergie alimentari

Le persone allergiche o meglio definirle intolleranti a specifici alimenti, soffrono di patologie specifiche ed è un problema che si acuisce nel caso dei bambini, in cui la malattia è spesso meno controllabile, e torna in auge quando si parla di mense scolastiche. Secondo gli ultimi dati, quest’anno tra i banchi ci sono circa 700mila bambini allergici, più o meno due per classe. Una reazione allergica grave su tre, ha luogo a scuola e a rischiare maggiormente sono i piccoli entro i 5 anni d’età (270mila): tra loro sono in 5000 a essere soggetti a crisi che potrebbero costare la vita.

Molta attenzione, quindi, da parte del personale, va riservata alle etichette, in cui gli allergeni alimentari, che devono sempre essere riportati, sono divisi in 14 categorie, tra cui cereali contenenti glutine, crostacei, uova, pesce, arachidi, soia, latte, frutta a guscio.

Secondo una nuova teoria, poi (ma è meglio provarci a casa e sotto la supervisione del medico) si possono aiutare i bambini a superare le allergie attraverso il metodo della desensibilizzazione orale, cioè la lenta e graduale somministrazione di quantità crescenti del cibo ‘incriminato’ per abituare man mano l’organismo.

Se funzionasse sarebbe una gran bella scoperta per tutti coloro che finora avevano mantenuto la cosiddetta dieta dell’esclusione.