Siena, Il Terzo di Camollia

Il Terzo di Camollìa si estende nel settore settentrionale della città e comprende le Contrade del Bruco, del Drago, della Giraffa, dell’Istrice, della Lupa e dell’Oca. Prende il nome da Porta Camollia, porta delle mura cittadine esposta a nord, in direzione di Firenze e nacque dalla fusione di alcuni nuclei esterni alle antiche mura lungo la via Romea: la “Villa” e il quartiere di Porta a Ovile. L’importanza di questa zona è testimoniata dal fatto che fu interessata dal primo accrescimento murario, nella prima metà del XII secolo, a cui seguì la cinta del Borgo a Ovile e dell’area agricola attorno a Fontenuova e Fontebranda all’inizio del XIII secolo.

In epoca medievale, la porta era fortemente presidiata, dato il contrasto tra la città del giglio e Siena per il dominio sulla Toscana. Nel XIII secolo vi si insediarono i due più importanti ordini mendicanti, i Francescani e i Domenicani, le cui rispettive basiliche sono oggi tra le più grandi della città. verso il 1420 le mura inclusero il convento di San Francesco e la campagna immediatamente sottostante.

Sono situati in questo Terzo il corso cittadino (cioè via Banchi di Sopra, che prosegue in via dei Montanini e via di Camollia), nonché palazzo Salimbeni, il santuario di Santa Caterina, la chiesa di Santa Maria di Provenzano, la basilica di San Domenico e la fonte più ricca della città, Fontebranda, che più a valle era utilizzata per varie attività manifatturiere[2]. La la Fortezza Medicea fu costruita dai Medici nel XVI secolo, non tanto per la difesa della città, quanto per il suo controllo e dominio.

Il gonfalone del Terzo di Camollia è bianco con al centro la lettera K (dall’antico nome “Kamollia”) nera. In alto, a sinistra, la campeggia la “balzana” senese (il simbolo della città, bianco e nero) e, a destra, l’emblema del popolo di Siena (un leone d’argento coronato su campo rosso).

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