Simonino di Trento

Simonino di Trento

Simonino di Trento, tradizionalmente san Simonino, (Trento, marzo 1475), è stato un fanciullo morto durante la Pasqua del 1475 e venerato come beato dalla Chiesa cattolica sino al 1965. Prima del 1965 il Martirologio Romano, a proposito di san Simonino, informava i lettori su come ogni anno, il 24 marzo, si celebrasse a Trento “la passione di san Simone, fanciullo trucidato. I fatti, ricostruibili attraverso gli atti del processo istruito, andarono in questo modo. Un bambino di due anni e mezzo scomparve la sera del 23 marzo 1475, Giovedì santo, e fu ritrovato cadavere la domenica di Pasqua, nelle acque di una roggia. Il culto di Simonino si diffuse presto non solo nel Trentino ma anche nei territori confinanti, così che lo stesso papa Sisto IV. La Santa Sede ammise ufficialmente il culto locale di Simonino nel 1588.
La devozione popolare si diffuse non solo nel Trentino ma anche in provincia di Brescia e non mancò di attribuire miracoli a Simonino e di invocarlo, specialmente a protezione dei fanciulli.

I suoi studi sulle vicende processuali portarono nel 1965 l’arcivescovo di Trento, Alessandro Maria Gottardi, alla così detta “svolta del Simonino”, vale a dire la soppressione del culto e la rimozione della salma dalla chiesa di San Pietro che la ospitava, con la conseguente abolizione anche della tradizionale processione rituale per le vie di Trento. La cancellazione del piccolo beato dall’elenco dei martiri, non suscitò grandi rimostranze presso i fedeli, pur con alcune contestazioni della svolta espresse all’interno del mondo cattolico.

Wikipedia

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