[Storia] 24 Giugno, Il Palio dei cocchi in Piazza S. Maria Novella

Il Palio de’ Cocchi si correva in Piazza Santa Maria Novella alla vigilia di San Giovanni, cioè il 23 di giugno. La piazza, per le sue grandi dimensioni, si prestava allo svolgimento di numerose feste e manifestazioni cittadine che prevedevano un’ampia partecipazione di pubblico. Con piazza Santa Croce e con piazza Santo Spirito, Santa Maria Novella era infatti uno degli spazi urbani preferiti per il gioco del Calcio.

A partire dal 1563 divenne il luogo prescelto per il Palio dei Cocchi che si correva alla vigilia della festa di San Giovanni. La gara si ispirava alle corse delle bighe dei Romani: quattro cocchi di legno tirati da due cavalli, distinti dai quattro colori dei Quartieri di Firenze (il verde di San Giovanni, il rosso di Santa Maria Novella, l’azzurro di Santa Croce e il bianco di San Frediano), correvano seguendo un percorso ellittico segnato dal canapo teso tra i due obelischi, affinché i cocchi non potessero tagliare la pista.

Il suono della tromba annunciava la “mossa” (cioè la partenza) data dal Granduca e dopo tre giri la corsa terminava all’obelisco di partenza. La famiglia granducale assisteva al Palio da un grande baldacchino che veniva appositamente allestito sulla scalinata del Loggiato di San Paolo. Il vincitore veniva premiato con un palio di velluto cremisi, fatto fare a spese dei Capitani di Parte Guelfa. L’ultima corsa dei cocchi in piazza Santa Maria Novella ebbe luogo nel 1852.

I cocchi avevano la foggia dei carri romani, quattro cocchi di legno tirati da due cavalli, distinti dai quattro colori, gli aurighi guidavano dritti, in piedi, vestiti con i colori delle squadre fiorentine: Prasina (verde), Russata (rosso), Veneta (blu), Bianca (bianca).

Il Palio peraltro si correva già prima della collocazione degli obelischi: si usavano invece di quelli due guglie in legno.

Per volere di Cosimo I, correvano il Palio quattro sqaudre, contraddsitinte da altrettanti colori: Prasina (verde), Russata (rosso); Veneta (blu) e Bianca (dello stesso colore). Anche in mancanza di indicazioni in merito, sarei dell’ opinione che le quattro squadre corrispondano a quegli stessi quattro qaurtieri che giocano il Calcio in costume.

Curioso ricordare anche il fatto che il Palio dei Cocchi non era l’ unico corso in città, ma esisteva anche il Palio dei Berberi, che si correva al galoppo invece che con le bighe, e attraversava tutta la città dal Ponte alle Mosse all’ Arco di San Pierino.
La manifestazione originava dunque dal Ponte alle Mosse, proseguiva in rettilineo lungo l’ attuale via del Ponte alle Mosse e lungo il Prato, passando per la porta omonima; i cavalli sfrecciavano quindi per via Palazzuolo, via del Corso ed attraverso l’ Arco di San Pierino, finoa raggiungere Porta alla Croce, tutt’ ora visibile al centro di Piazza Beccaria.

Per la competizione si usavano cavalli senza fantino di razza berbera, pregiata razza di origine nord-africana: il nome della corsa, “Palio de’ Barberi” risulta proprio dalla storpiatura in fiorentino del nome della razza, che da “berbera” diventa “barbera”.

L’ antica tradizione di correre il Palio de’ Barberi si esaurisce con l’ avvento di Firenze capitale del Regno d’ Italia.

Fonti varie

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Posted by on 24 giugno 2017. Filed under ARCHIVIO, CULTURA. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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