Templari, Cavalieri di Sangue Reale?

E’ importante segnalare che Goffredo di Buglione, uno dei principali leader della I Crociata, non partecipò ad essa con le stesse intenzioni di altri signori o re. Egli si imbarcò in un viaggio senza ritorno perché credeva di andare a stabilirsi in una terra che gli apparteneva a causa del suo lignaggio. Come poteva un francese pretendere di avere origini giudaiche o addirittura considerarsi discendente di Gesù? La risposta sarebbe nel patto tra Carlo Magno e il sultano Harun al-Rashid. Quest’ultimo aveva un problema con gli ebrei di Babilonia. Sappiamo che dopo la diaspora si stabilì in Mesopotamia un’importante comunità ebraica governata da un esiliarca, vale a dire da colui che che deteneva l’eredità del sangue del re David. Nell’VIII sec. si scatena una lotta tra due presunti discendenti (due cugini) in esilio. «Al sultano avevano paralizzato il commercio – ci chiarisce Callaey – e i due esiliarci pretendono che sia proprio lui a redimere il contenzioso e a decidere quale dei due deve avere il controllo della comunità ebraica. Quindi, Harun al-Rashid ricorre a Carlo Magno e gli propone di concedere un esilio dorato a uno dei due, con un buon matrimonio, un’alleanza di sangue e un trattamento nobile e in cambio egli farà pressioni sul Califfato di Granada (frontiera occidentale dell’Islam) affinché abbassi la tensione». Quindi consegna a uno dei due, Makhir David (730-793), il contado di Narbona (riceverà il nome di Teodorico I e i titoli di Duca di Tolosa, Conte di Narbona e Principe Giudaico di Francia) e lo sposa ad Auda Martel, una principessa di sangue reale.

Nei secoli seguenti, grazie a questa unione, si svilupperà tutta una linea giudaico-carolingia. «C’è qualcosa ancor più interessante – sottolinea Callaey – i carolingi, che avevano usurpato il trono dei merovingi, avevano bisogno di legittimarsi con un lignaggio divino, e perciò tale alleanza venne vista di buon occhio». Questa è, in definitiva, la ragione per cui in Narbona e nel Sud della Francia prospererà la Cabala, si stabiliranno scuole legate allo studio del Talmud e della Torah e ai cabalisti di Provenza. I carolingi ne guadagnarono l’incorporazione del leone nel loro stemma (simbolo della Casa di Giuda), che si trova in tutte le case reali europee che discendono da questo ramo giudaico-carolingio e ciò permise loro di sviluppare tutta una simbologia nella quale appaiono loro, i grandi capi della casa reale, sempre legati all’immagine del re unto.

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