Teodosio I

250px-Theodosius_I._Roman_CoinFlavio Teodosio, conosciuto anche come Teodosio I (Coca, 11 gennaio 347 – Milano, 17 gennaio 395), è stato un imperatore romano dal 379 fino alla sua morte. Fu l’ultimo imperatore a regnare su di un impero unificato e fece del Cristianesimo la religione unica e obbligatoria[2] dell’Impero; per questo fu chiamato Teodosio il Grande dagli scrittori cristiani. È commemorato come santo in Oriente[non chiaro] il 17 gennaio. Teodosio nacque l’11 gennaio 347 a Coca in Hispania, nell’attuale Provincia di Segovia (Castiglia e León), in una famiglia influente e benestante dell’aristocrazia locale. Suo padre era Teodosio (detto “il Vecchio” dagli storici per distinguerlo dal figlio), funzionario imperiale di rango elevato, sua madre si chiamava Termanzia. Aveva un fisico ben proporzionato, i capelli biondi e un naso aquilino. Uomo non privo di valore come ci viene tramandato da Zosimo, condivideva la vita dei soldati e, pur amando la magnificenza e i piaceri, sapeva ritrovare tutta la propria forza ed energia nei momenti di pericolo.[3] Il giovane Teodosio fece la carriera militare, seguendo le orme del padre. Nel 368 Teodosio il Vecchio era in Britannia, dove era stato inviato dall’imperatore Valentiniano I col compito di reprimere una cospirazione: qui lo raggiunse il figlio Teodosio al comando di truppe scelte.[4] Il successo nell’operazione fece ottenere a Teodosio padre il comando dell’esercito, e il figlio restò al suo servizio nel nuovo incarico.[5] Nel 373, dopo una vittoria sui Sarmati, Teodosio il Vecchio fu incaricato di recarsi in Africa a sedare la rivolta dell’usurpatore Firmo, e anche in questo caso fu seguito dall’omonimo figlio, il quale, però, non partecipò alla vittoria del padre, nel 374, in quanto quello stesso anno teneva il suo primo comando in Mesia, quello di dux Moesiae, con l’incarico di difendere la provincia dagli attacchi dei Sarmati.
La promettente carriera del futuro imperatore subì un arresto improvviso dopo la morte dell’imperatore Valentiniano, cui succedettero Graziano e Valentiniano II in Occidente mentre Valente continuò a governare in Oriente. Nel 375/376 il padre fu accusato di alto tradimento per i fatti legati alla campagna africana: Teodosio il Vecchio fu giustiziato a Cartagine nel 376 e suo figlio perse il proprio incarico, tornando a vita privata nelle sue terre in Spagna, dove sposò la conterranea Flaccilla, da cui ebbe un figlio, Arcadio.

FONTE

 

NOTE

Editto di Tessalonica

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