Toscana, Ciechi e ipovedenti: migliorare qualità di vita

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Il presidente dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti della Toscana Antonio Quatraro, ha delineato il quadro della vita dell’associazione e di quelle che sono le necessità e le aspettative degli associati, questa mattina in commissione Sanità, presieduta da Stefano Scaramelli (Pd).

Fra le proposte che Quatraro ha avanzato, ci sono quelle di includere ciechi e ipovedenti fra le persone che hanno diritto al trasporto per analisi o terapie, di istituire un terzo centro in Toscana per la riabilitazione visiva, di ampliare e potenziare le attività della stamperia braille, includendo testi informatici e scritti a grossi caratteri, di coinvolgere la Scuola cani guida di più nella sperimentazione di nuove tecnologie capaci di garantire autonomia di movimento. “Per migliorare la qualità della vita – ha aggiunto Quatraro – è necessario agire sui contesti, condurre una battaglia culturale per cambiare la mentalità dei cittadini. Servono poi i giusti aiuti, la tecnologia e la formazione”.

Il presidente Scaramelli ha garantito, al termine dell’audizione, che si farà carico di coordinare una serie di iniziative da intraprendere in base ai suggerimenti avanzati dall’Unione. Per Scaramelli gli obiettivi da perseguire sono “maggiore inclusione sociale, maggiore prevenzione e interventi per migliorare la qualità della vita e la loro autonomia”. “Ci sono numerosi interventi che possiamo attuare per migliorare la qualità della vita di queste persone – ha spiegato -. Ad esempio, sarebbe opportuno estendere alla Toscana l’articolo 40 della legge 289/2002 che prevede sul servizio civile il volontariato ad personam nella misura del 2% dei volontari messi a bando. Sul campo della prevenzione, invece, anche ai bambini figli di migranti dovrebbe essere esteso lo screening sistematico per evitare e curare malattie”. Ancora, pur essendo in Toscana presenti realtà di eccellenza assoluta di cui andare fieri, come la stamperia Braille e la Scuola cani guida, “in tema di formazione serve favorire, nelle scuole, l’accesso alle strutture sportive per migliorare la condivisione tra studenti normodotati e quelli con disabilità visiva. Il sostegno alle buone pratiche dell’inclusione – ha concluso Scaramelli – non passa solo per il supporto finanziario ma anche per la formazione del personale che segue questi soggetti e per un approccio culturale realmente inclusivo”. (cem)

Regione Toscana

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Posted by on 21 settembre 2016. Filed under ARCHIVIO, ATTUALITA'. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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