Toscana, Erp Casa: i numeri del V Rapporto

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La Toscana si prepara ad inaugurare una nuova fase nella gestione delle politiche abitative con investimenti nell’edilizia popolare da 100 milioni di euro, con un muto attivato presso la BEI (Banca Europea per gli Investimenti). I soldi verranno gestiti da una SpA di Firenze, individuata dagli stessi gestori come capofila. Gli oneri saranno a carico della Regione, in modo da dare risposta alle esigenze abitative in modo sostenibile anche per il bilancio regionale.

Le azioni della Regione sono volte a contrastare l’emergenza abitativa: – 47,5 milioni di euro destinati all’edilizia residenziale pubblica, tra interventi tradizionali (33 milioni) e misure sperimentali come il co-housing, l’autocostruzione, la realizzazione di strutture di alloggio temporanee (14,5 milioni). – il Fondo sociale per l’affitto (5 milioni nel 2016), che viene incontro a quella ‘fascia grigia’ di famiglie in difficoltà nel pagamento dei canoni di locazione sul mercato privato.

Le risorse destinate a questo fondo sono più che raddoppiata nel 2016 rispetto al 2015 per limitare i disagi ai cittadini derivati dall’azzeramento del contributo statale per gli affitti. – il Fondo per la morosità incolpevole (circa 7 milioni nel 2016), in favore delle famiglie sotto sfratto perch&eacu te; non in grado di pagare l’affitto a causa della perdita del lavoro, della drastica riduzione dell’orario o di altri eventi traumatici (es. malattia improvvisa). – i contributi per l’autonomia abitativa dei giovani, attraverso il programma GiovaniSì. Grazie a questa iniziativa circa 5.000 giovani sono andati ad abitare da soli tra il 2011 e il 2015.

Si ricorda che il patrimonio Erp in Toscana conta quasi 50mila alloggi e solo nel 2015 ben 1300 appartamenti sono stati consegnati alle famiglie aventi diritto sulla base delle graduatorie comunali. Altri 1000 sono attualmente in costruzione ed almeno la metà di essi saranno consegnati entro la fine del 2016. Numeri rilevanti, ma ancora non sufficienti dato che le domande di alloggio ammesse ma in attesa di assegnazione sono circa 26.000 in tutta la Toscana.

In attesa di nuove risorse derivanti dal Piano casa del Governo o dal mutuo con la BEI gestito con Casa spa, la Giunta regionale toscana ha autorizzato (DGR 667/2016 e DGR 690/2016) i gestori ad attingere a risorse derivate da precedenti vendite per far partire la realizzazione di parte dei progetti previsti in località Sant’Ermete a Pisa e nel quartiere Garibaldi a Livorno, due realtà dove l’emergenza è particolarmente sentita.

In leggero calo il numero degli sfratti in Toscana, ma la situazione che emerge dal V Rapporto sulla condizione abitativa, redatto dall’Osservatorio sociale regionale sulla base dei dati 2015, mostra comunque una situazione complessa e delicata.

Ecco i dati più significativi contenuti nel rapporto: Il mercato immobiliare I dati raccolti mostrano una Toscana dove il numero delle compravendite immobiliari è in lieve aumento, confermando la tendenza emersa nel 2014 (registrate circa 30 mila transazioni, 10,8%, un dato migliore del 6,5% nazionale) senza tuttavia avvicinarsi ai valori pre-crisi. In aumento anche la sottoscrizione di mutui fondiari per l’acquisto dell’abitazione (23,1%).

All’opposto, per il nono anno consecutivo si registra una flessione del numero dei permessi rilasciati per nuove costruzioni: le 1.152 nuove unità immobiliari del 2014 rappresentano appena il 7% di quanto realizzato, invece, nel 2005. Sfratti Per quanto riguarda gli sfratti, nonostante siano diminuite sia le richieste (-4,5%) che i provvedimenti (-12,1%) e le esecuzioni (-0,5%), la situazione continua ad essere critica.

Nel 2015 la Toscana si è confermata una delle regioni italiane con il peggior rapporto tra numero di famiglie residenti e sfratti eseguiti (1 ogni 497 famiglie in Toscana, contro 1 ogni 793 in Italia). I provvedimenti di sfratto riguardano il 2,5% delle famiglie che vive in affitto (in totale 259.000 nuclei familiari in affitto in Toscana), con situazioni particolarmente critiche a Prato (4%), Livorno (3,3%) e Grosseto (3%).

A seguito dell’abbandono del blocco degli sfratti, negli anni scorsi è stta utilizzata come misura-tampone del problema l’istituzione di due Fondi, uno nazionale (2,9 milioni di euro) ed uno regionale (4 milioni di euro) destinati agli inquilini morosi incolpevoli, cioè a quelle famiglie che si trovano sotto sfratto per un’improvvisa perdita o drastica riduzione del lavoro o a causa di una malattia.

Ad oggi hanno beneficiato di questo strumento oltre 700 famiglie, un numero destinato a crescere dato che le procedure amministrative di valutazione delle domande sono ancora in corso e si concluderanno alla fine del 2016. Altra importante risorsa per limitare i disagi delle famiglie in difficoltà economica si è rivelato il Fondo sociale per l’affitto, alimentato da risorse nazionali (6,3 milioni di euro per la Toscana dal ‘Piano Casa’ nel 2015), regionali (2 milioni) e comunali (nel complesso 5,7 milioni).

In questo caso le domande presentate sono state oltre 21mila. Edilizia popolare In Toscana ci sono quasi 49.528 alloggi popolari, uno ogni 33 famiglie residenti in regione. Nel corso del 2015 sono state riconsegnate 1327 abitazioni nuove o recuperate da alloggi di risulta. Grazie alle risorse stanziate dalla Regione, sono inoltre in costruzione 1.034 nuove unità immobiliari, di cui 425 dovrebbero essere consegnate nel corso del 2016. Complessivamente l’edilizia residenziale pubblica ospita 47.613 famiglie, composte in media da 2-3 persone, per un totale di 115.578 individui. Per la prima volta è stata rilevata anche la presenza di presenza di soggetti con disabilità all’interno dei nuclei assegnatari dell’alloggio ed è emerso che circa il 20% delle famiglie assegnatarie ha un componente con disabilità.

Fondamentali, dunque, i circa 300 interventi di abbattimento delle barriere architettoniche finanziati negli ultimi e anni per rendere le abitazioni più accessibili e confortevoli. Nel 2015 sono stati inoltre assegnati 1126 alloggi, concentrati soprattutto nel Lode di Pisa (173, 15,4%), Livorno (168, 14,9%), Firenze (167, 14,8%). In attesa di assegnazione restano ancora oggi quasi 26.000 nuclei familiari presenti nelle graduatorie comunali. Se si sommano alle oltre 47 mila già assegnatarie, gli aventi diritto ad alloggio ERP costituiscono il 4,5% delle famiglie residenti in Toscana. La morosità da parte delle famiglie in affitto negli alloggi Erp in Toscana si attesta intorno al 7-8%, un dato molto basso rispetto alla media del resto d’Italia. La gestione del patrimonio Erp Nella gestione del patrimonio Erp della Toscana sono impegnati 376 operatori (366 dipendenti, di cui 12 dirigenti e 10 co.co.co), per una spesa complessiva di oltre 18 milioni di euro.

La spesa per consulenze, incarichi e servizi esterni ammonta a 2.649.488 euro, per un totale di spesa per personale e incarichi esterni che ammonta complessivamente a quasi 21 milioni di euro.

I costi dei consigli di amministrazione vanno da un massimo di 60.207 euro (‘Casa Spa’) ad un minimo di 20.191 euro. In tutto i cda degli undici costano 427.595 euro. Se si sommano le spese di tutti gli organi di amministrazione, compresi i collegi sindacali, si arriva ad un totale di 810.000 euro. Valutando il rapporto tra alloggi e spesa per il personale, sono con una spesa di 301,29 e 329,48 euro per alloggio.

Il valore medio regionale è pari a 420,48 euro per alloggio gestito. Questi dati mostrano chiaramente che le realtà con un maggior numero di alloggi sono anche anche quelle con la gestione più efficiente.

Il rapporto si conclude infine con l’esito di una simulazione fatta per capire quali sarebbero state le conseguenze dell’introduzione dell’ISEE come elemento determinante per l’accesso agli alloggi, una delle novità qualificanti introdotte con la lr 41/201 5.

L’analisi mostra che le attuali graduatorie comunali non dovrebbero subire stravolgimenti e sostanziali modifiche dall’introduzione dell’Isee, dato che circa il 99% del campione preso in considerazione ha un valore ISEE inferiore a 16.500 euro. Tuttavia l’introduzione del parametro Isee garantirebbe maggiore equità nella valutazione delle domande presentate.

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Posted by on 26 ottobre 2016. Filed under ARCHIVIO, ECONOMIA. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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