[Firenze] Coop: impiegata urta ginocchio cliente con sedia e lo insulta (Aggiornamento)

Il 6 Maggio alle ore 12.30 presso la Coop di Coverciano, una impiegata ha urtato con la sua sedia di lavoro il ginocchio di un cliente, sul corridoio delle casse, in quanto ha spostato la medesima all’indietro, senza guardare chi proveniva; l’impiegata, invece di scusarsi con il cliente lo ha insultato ad alta voce, accusandolo di averla spinta e avergli messo le mani addosso. Nel mentre continuava a lavorare, urlava frasi di calunnia verso il cliente il quale si è diretto al box informazioni al fine di contestare la situazione.

L’aggiornamento, al 24 Maggio 2017 è il seguente. La cooperativa ha deciso di mantenere tale impiegata nel suo posto di lavoro, perchè è importante che tale persona sappia correggersi dopo uno sbaglio.

In altra azienda privata, per esempio la Esselunga, un caso di questo tipo non avviene e, se nel caso dovesse accadere, prima di tutto il direttore blocca la situazione, portando impiegata e cliente in ufficio lontano dal pubblico…cosa che, invece, nel caso coop, si è lasciata la cassiera urlare di tutto e di più nei confronti del cliente.

Per la Esselunga ed altre aziende che conosciamo, il rispetto verso il cliente è un valore FONDAMENTALE.

 

Intanto questo è il risultato del danno al cliente, la cui foto è stata concessa dal diretto interessato. Ginocchio destro gonfio. Una settimana di fermo.

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NOTA
Per rettifiche a quanto sopra, rivolgersi al nostro consulente legale, Avv. Simone Valenti di Firenze.

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Posted by on 6 maggio 2017. Filed under ARCHIVIO, CRONACA. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

22 Responses to [Firenze] Coop: impiegata urta ginocchio cliente con sedia e lo insulta (Aggiornamento)

  1. La coop non licenzia…figuriamoci se gli frega cosa fa un loro vigilantes che non è un dipendente. Farei chiudere la coop dov’è adesso e spostarla altrove. Inquina con quel puzzo di mattina di polli arrosto e quanto altro. Alcuni dipendenti ti danno del tu, senza che ti conoscono. Compri il pane e trovi impiegati che te lo prendono con le mani, magari prima si sono anche scaccolati. Ma vai vaia vaiaa….Io vado alla Esselunga! Alla coop ci vanno i compagni che sono legati al loro padrone che gli dà la pagnotta mensile!!!

  2. Cesare Dellavia Castaldini

    La coop non può entrare nel merito di cosa fai da privato. Certo è che, se tale impiegato, utilizza il nome falso per minacciare il cliente od i clienti che si lamentano dei disservizi, in particolare modo essendo un vigilantes, lo trovo molto grave ed è bene che la Polizia lo controlli e, se del caso, gli tolgano la licenza di uso della pistola.

  3. Quell’account è stato segnalato alla Polizia Postale, peraltro, essendo un vigilantes, cioè munito di pistola, è stato chiesto di metterlo sotto controllo, visto che il cliente ha ricevuto un danno dalla coop! Codesti comportamenti sono molto gravi…minacce in negozio, minacce in facebook! Applausi alla Coop!

  4. Questo è il commento di uno soggetto ad una lamentela del cliente che gli hanno chiappato il ginocchio in foto, in un gruppo in facebook:” signor X forse non ha capito che non mi interessa cosa scrive lei o altre persone che fanno il suo medesimo lavoro.. quindi la invito a non mandare cose inutili alla mia persona. come tutti i giornali io li uso x avolgere il pesce la domenica quando sono a pesca.”

    Allora, cose inutili perché i giornali scrivono la verità e te che usi un account falso come ti dobbiamo definire ?

    Lo sai che usare un account falso è in violazione dell’art 494 del codice penale ?

    Ora chiedo a voi tutti se è normale che la coop assuma un soggetto X che si nasconde dietro ad un nome FALSO.

    Facile insultare i clienti che si lamentano dei disservizi della coop dietro un account Falso?

  5. in totale mancanza di rispetto in chi, ogni giorno va a far spesa in questa cooperativa. In qualunque altra azienda, privata, un soggetto di questo tipo non lo assumono, poiché ai test riescono a capire se è il caso oppure no.

  6. Ci sono clienti che prendono i surgelati e poi li lasciano nei panificati. Oppure trovi alimenti a scadenza in giro, incuranti che sono prodotti comunque di un certo valore, acquistato con i soldi dei soci. Cos’è…ti fa fatica rimetterli dov’erano ? Almeno lasciali in zona frigo.

    E quelli che pesano la frutta o verdura e poi quando sbagliano appiccicano le etichette sulla bilancia ?

    Ed al banco del pane come mai gli impiegati non usano i guanti ?

    Ed i prezzi le cui etichette non capisci a quale prodotto fa riferimento ?

  7. l’aggressione verbale della commessa è stata a dir poco lesiva dell’onore del cliente e del prestigio della Coop.

  8. La cooperativa appartiene ai soci.

    A essi corrisponde il complesso dei diritti e dei doveri che hanno portato alla costituzione della cooperativa.

    I soci sono i primi protagonisti e destinatari del percorso di sviluppo umano e di
    creazione di valore che ispira l’attività cooperativa.

    A far sì che il personale di vendita sia preparato per rispondere con competenza e
    gentilezza alle richieste di soci e clienti.

    Chi lavora nella cooperativa, qualsiasi funzione svolga, contribuisce a realizzare la sua
    missione e ne è direttamente testimone verso il corpo sociale. Per questo è valorizzato il senso di responsabilità di ognuno e la capacità d’essere parte attiva per il migliore
    servizio ai soci e ai clienti.

    Da loro dipende in gran parte la possibilità per tutti di lavorare con competenza, di crescere professionalmente, di dare il miglior servizio ai consumatori, di sentirsi cooperatori.

    Il resto del testo lo trovate sul sito web della coop. Ho estrapolato alcuni punti per far capire che se l’impiegato non è capace di assumersi le sue responsabilità, in modo cosciente, intelligente ed umile, deve ammettere di aver fallito.

    Il cliente è un socio della Coop: va rispettato. L’impiegato non deve urlargli e minacciarlo, anche se fosse lui in torto. E’ necessario capire la situazione in modo pacato e tranquillo.

    Non si coinvolge la clientela in una diatriba che può sfociare in un procedimento penale con varie parti coinvolte. Molto grave questo comportamento della commessa perché lede anche l’immagine della coop, i suoi valori, la ricerca nel dare il meglio.

    Ai Clienti consiglio di non intromettersi in situazioni ove non si ha ben chiara la situazione. Lo dico perché le testimonianza sono tutte, ripeto, tutte a favore del cliente aggredito. Lo si legge anche qui!

    Il cliente, mi hanno riferito, non è un ragazzo. E’ un adulto. Una persona mite, tranquilla. Un serio professionista. Un socio da 45 anni di quella Coop.

  9. La commessa a prescindere è in torto, non si urla e non si inveisce contro il cliente. Non sei al mercato nel tuo banchetto di proprietà. Sei impiegata di una azienda: abbi rispetto per chi ti ha assunta!

  10. Parlate di un bambino…e se era un anziano ? Cosa gli diceva ? Bravo coglione perchè sei passato ora, non ci vedi ? Stai a casa, fatti accompagnare dalla badante ?

    Commessa maldestra.

    Il fatto più grave è che, accortasi dell’errore ha tentato di mascherare la situazione a suo vantaggio, inventandosi che il cliente gli ha messo le mani addosso, impossibile ed improbabile tesi, tutta creata da mente malata.

    Se non la licenziano è la ritroveremo alla Coop sarà perché non hanno alcuna considerazione e rispetto di noi clienti.

  11. Anche a me hanno raccontato che la commessa urlava, offendeva, diceva frasi assurde.

    Ma come fanno ad assumere queste persone alla Coop ? Mi vergogno di farne parte.

    Rispetto per il cliente zero ?

    Brava, complimenti, continua così…vedrai che farai carriera, alla COOP!!!

  12. L’Idiota ha minacciato il ragazzo davanti al direttore. Non sarei andato a dire cose per sentito dire. O sei testimone del fatto o stai zitto. Alla coop di Coverciano, ma anche a Gavinana, ogni tanto vedo delle facce da galeotti. Questo doveva essere uno uscito di galera fresco di giornata!

  13. La commessa ha dichiarato il falso ed ha fatto delle lesioni personali ad un cliente. C’è quanto basta per licenziarla. Siccome si chiama Coop vedrete che a quella commessa gli danno un premio e la promozione come Capo Commessa.

    Da anni non vado alla Coop di Coverciano. Ho visto di tutto e mi è bastato. Quindi preferiso andare a Bagno a Ripoli, ove, salvo qualche mela marcia anche lì, alla fine devo fare la spesa.

    Sono lì, pagate per lavorare. Prendono 1500 euro per mezza giornata e c’è chi si lamenta.

    La maggior parte sono assunti perchè figli di qualche consigliere, assessore, sindacalista, ecc. Quasi tutti di Poltrone e Divani.

    Al ragazzo (il cliente) gli dico: dovevi chiamare la Polizia e fare denuncia. Poi smettano tutti di fare i grilletti.

    La giovane commessa ha pensato che essendo un ragazzo se lo poteva inchiappettare. Povera illusa.

    Ma poi il massimo è quell’idiota che va dal ragazzo per dire la sua. E per sentito dire, riporta delle falsità. Dichiara che la ragazza si è chinata. Oh bravo hai detto una cosa esatta ed è proprio quella che conferma che sei un idiota che non riflette. Ma vaia vaia…

  14. Le clienti che si intromettono nelle discussioni, sono le solite populiste che non hanno la benchè minima idea di cosa dicono ed in quale situazione si stanno infilando. Il loro cervello è disconnesso, altrimenti in questi casi è meglio non intromettersi in particolare se non hai visto e non sai com’è andata realmente la situazione. Io le denuncerei per falsa testimonianza, poi tuvvedi se la prossima volta si fanno gli affaracci sua.

  15. Deve essere quella nuova…un tipetto da evitare. A me è accaduto avevo messo i prodotti sul tapirulant e mi disse a tono scortese che dovevo togliere perchè avevo chiuso la cassa…ma non avevo visto alcun cartello di chiuso.

    A Coverciano comunque a parte alcuni elementi, tipo il pescivendolo mi sembra ora fa il macellaio, quello biondino, che ti ride in faccia quando chiedi le cose, il resto non sono malaccio.

    Al box tutti gentili e bravi.

    Le mele marce ci sono ovunque, che ci volete fare. Basta che queste situazioni si risolvono e non si ripetono.

  16. Ero presente, ma il cliente non ha toccato l’impiegata…soltanto la sedia…è evidente che prendendo la botta al ginocchio di istinto ha spinto la sedia. Lo avrebbe fatto chiunque.

    La caciara della impiegata, invece è fuori luogo. Si vede è inesperta. In questi casi a torto o ragione, il cliente ha sempre ragione.

    Ha detto delle grosse bugie e le clienti che hanno detto falsità per sostenerla, sono da denunciare.

    Sull’uomo non esprimo parole…si commenta da solo…poveretto…

  17. Ero presente stamattina al fatto ed è accaduto alla Coop di Coverciano.

    Il cliente sembrava averla presa a ridere. Poi quando l’impiegata gli ha detto che l’aveva spinta e gli aveva messo le mani addosso, si è incavolato di brutto.

    Il cliente ha ragione! L’impiegata ha sbagliato. Doveva girarsi e vedere se arrivava qualcuno e poi spostare la sedia all’indietro.

    Quell’omino che l’è andato dal cliente è un deficiente…per sentito dire è da bischeri dirlo. Stai zittino. Hai fatto la figura del peracottaro. Se il cliente ti denunciava poi stavi più calmino! Idiota.!!

  18. Ma a quale coop è accaduto ?

    Comunque i clienti che erano davanti alla cassa non hanno visto un fico secco, quindi sono rei di falsa testimonianza. Grave dichiarare il falso. Codeste personcine andrebbero denunciate.

    L’uomo che va dal cliente consigliandolo rientra nel reato di minaccia. Uno altro bel soggetto da galera.

    Bha…io e mio marito s’è smesso di andare alla coop di gavinana e comunque anche a Novoli un se la passano bene. Non so altrove.

  19. Se uno sta alla cassa e sa che c’è dietro il passaggio dei carrelli e clienti, ti giri e guardi chi arriva, mica ti sposti e tirabaralla. O che impiegata è codesta tipa ? Concordo con l’autore della notizia…pensa se passavi un bimbo e lo prendevi pieno…lo massacrava.

    E’ passato un adulto e lo ha micciato nel ginocchio…codesta tipa può stare infatti alla coop, altrove non li assumono!

  20. L’impiegata della Coop, per prima cosa doveva scusarsi con il cliente, visto che, egli, spostando la sua sedia vuol dire, sicuramente, l’aveva urtato. E’ evidente che alzandosi e inveendogli contro ha confermato di averlo preso. Accortasi della situazione grave, in modo furbesco, ha cercato di passare dal torto alla ragione, con il supporto di testimoni falsi che, peraltro codesti in una denuncia poi vengono puniti penalmente.

  21. Il comportamento della impiegata della Coop rientra nel reato di lesioni personali colpose ed è disciplinato nell’ordinamento dall’art. 590 c.p., il quale stabilisce che “chiunque cagiona ad altri, per colpa, una lesione personale è punito con la reclusione fino a tre mesi o con la multa fino a trecentonove euro”.

    Rispetto al reato di cui all’art. 582 c.p., la lesione personale colposa di cui all’art. 590 c.p., si differenzia in virtù dell’elemento soggettivo, considerato che nel primo viene richiesto il dolo generico o eventuale, mentre nel secondo, il responsabile risponde a titolo di colpa.

    I clienti che si sono intromessi nella discussione dichiarando il falso, nel caso lo avessero fatto innanzi all’autorità giudiziaria, sarebbero stati denunciati secondo l’art. 372 c.p.

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    Per quanto concerne l’uomo che è andato dal cliente si ravvisa quanto segue:
    La minaccia è un delitto contro la libertà individuale della persona ed è punito dal codice penale con una multa (fino a 51 euro) e, nei casi più gravi (previsti dal secondo comma dell’art. 612 c.p. con la reclusione fino a un anno.
    Il reato di minaccia sussiste qualora un individuo venga intimidito con la prospettazione di un danno ingiusto, rivolto alla persona o al suo patrimonio, di entità tale da limitare la sua libertà psichica.
    Si tratta di un reato che ha natura di pericolo, in quanto può rappresentare l’antefatto di atti lesivi concreti; tuttavia, ogni minaccia deve essere adeguatamente valutata in funzione della circostanza, delle condizioni dell’agente e dell’effetto sulla vittima.

    Fonte: Il reato di minaccia (art. 612 c.p.)
    (www.StudioCataldi.it)

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    Quindi…mi auguro la coop trasferisca l’impiegata altrove, in un posto ove non fa danni a se stessa e agli altri.

    Per i clienti, mi sento nel dovere di consigliare che è preferibile non dichiarare il falso e nè andare da tizio o caio per “consigliare” alcunché. Il rischio, come nel caso dell’uomo muratore o imbianchino, è il reato di minaccia.

  22. Quello è un cretino, nel cervello ha aria fritta, neanche segatura, perchè è un contenuto. Ora ci si ciuccia noi nel team MTB…ma ve lo devo dire con il cuore, è un pezzo di merda. Non so come fa i su figliolo ad avere un padre merdoso come lui e men che meno la moglie come tiene una schifezza di uomo come quello. Fossi la su moglie lo avrei inviato in Africa, almeno lì un caxxone come lui lo mettono a lavorare nel vero senso della parola, invece di caxxeggiare dov’è attualmente.

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