Toscana, il Pil in ripresa nel 2016, secondo dati Irpet

Il rapporto dell’Irpet dichiara che il Pil toscano, nel 2016, è aumentato più di quello italiano, ma è una crescita debole. Dall’analisi leggiamo che l’export è cresciuto dello 0,5%, con un aumento del commercio interno verso le altre regioni (+0,2%), anche l’occupazione sale (dove?, In quali settori?): nei primi nove mesi del 2016 gli occupati sono aumentati di 7.400 unità (+0,5%), di cui 7mila sono posti autonomi.

I giovani però sono in difficoltà: i 15-29enni sono il 21% della popolazione in età lavorativa e costituiscono l’11% degli occupati. Poi abbiamo i Neet, giovani che non studiano e non lavorano, in 94mila, cioè il 18,8% del totale in quella fascia di età.

La povertà assoluta è cresciuta – su base familiare – dal 2% (2008) al 3,2% (2015): oggi in Toscana ci sono 53mila famiglie e 120mila individui poveri, buona parte dei quali sono giovani.

La ripresa del lavoro prevista è debole. Gli sgravi contributivi che erano stati concessi nel 2015 e nel 2016 nel 2017 perderanno il loro effetto.

In sintesi la notizia non possiamo dire è positiva poiché se il Pil cresce bisogna vedere dove, come, con chi, diversamente abbiamo disequilibri consueti ove gli investimenti economici sono spalmati random, con privilegi specifici a determinate imprese piuttosto che altre. Indi per cui l’economia sarà anche tornata a crescere, ma non è per tutti nella regione Toscana: pertanto è un fallimento per chi, politicamente, governa questa regione.

Ad esempio gli investimenti nel corso della crisi sono crollati con conseguente ridimensionamento della capacità produttive del sistema.

Intanto l’Unione Europea invia i suo soldi a sostegno delle sistema economico, ma spesso questi fondi diventano finanziamenti e non dei veri e propri contributi. Di qui l’esigenza di cambiare la metodologia dei programmi di investimenti pubblici che, in questi anni a livello nazionale, hanno avuto un bel picco di entrate scivolando in rigoli su progetti anche farlocchi e di poca utilità socio-economica.

Ci vuole un serio rilancio degli investimenti pubblici per consentire lo stimolo immediato delle imprese che valuterebbero anche assunzioni, ma sino a quando i soldi arriveranno nelle tasche dei soliti, sarà utopico pensare ad una regione toscana ove meritocrazia ed egualitarismo saranno d’esempio per altre regioni.

Cesare Dellavia Castaldini

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