[Toscana Nascosta] Santa Maria Novella, Il Cappellone degli Spagnoli

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Il Cappellone degli Spagnoli nacque come sala capitolare del convento di Santa Maria Novella su progetto di Fra Jacopo Talenti intorno nel 1345. Fu finanziato da Buonamico de’ Guidalotti la cui lastra tombale è visibile ai piedi dell’altare della sala. Le storie narrate sulle pareti includono la Passione, San Pietro Martire e elaborate allegorie del sapere. La cappella assunse il nome attuale solo nel XVI secolo quando divenne luogo di culto degli spagnoli arrivati al seguito di Eleonora di Toledo, andata in sposa a Cosimo I dei Medici.

La cappella è più o meno coeva all’ultima fase di costruzione della chiesa, e fu realizzata tra il 1343 e il 1355 circa da fra’ Jacopo Talenti, autore anche del sottile campanile. Venne finanziata con lascito testamentario da Buonamico Guidalotti, deto Mico, il cui stemma ricorre alla base della volta, poco sopra i pilastri laterali.

La grande parete sulla destra è dedicata alla Via Veritatis, nota anche come Chiesa trionfante. Sulla parete sinistra si riconosce invece San Tommaso che lotta contro l’eresia e una complessa raffigurazione che celebra le scienze teologiche e le arti liberali.

Il tema del ciclo di affreschi è l’esaltazione dell’ordine domenicano, in particolare riguardo alla lotta dell’eresia per la salvezza della Cristianità.

La volta
Nelle quattro vele sono raffigurati la Navicella di san Pietro apostolo, la Resurrezione, l’Ascensione e la Pentecoste.

La Passione
Nella parete opposta all’entrata sono raffigurate in un unico spazio Scene della passione di Cristo, quali l’Andata al Calvario (a sinistra), la Crocifissione (al centro in alto), e la Discesa agli Inferi (a destra).

Le storie di san Pietro da Verona
L’opposta parete d’ingresso, la più lacunosa, è decorata invece con scene della vita di san Pietro Martire, un domenicano vissuto circa un secolo prima, al tempo del fondatore Domenico di Guzman. Per la sua attiva predicazione e lotta all’eresia catara visitò molte città compresa Firenze (dove per contenere tutta la folla che accorreva ad ascoltare le sue prediche fu necessario ampliare piazza Santa Maria Novella), finché non rimase ucciso in un agguato nelle foreste nei dintorni di Milano.

La Via Veritas
Più famosi sono gli affreschi sulle due pareti laterali. A destra la Via Veritas, ovvero Chiesa militante e trionfante, una complessa allegoria enciclopedica del trionfo, opera e missione dei Domenicani. In basso a sinistra le autorità religiose sono in trono davanti a un modello di Santa Maria del Fiore, che curiosamente presenta già l’aspetto pressoché finale sebbene ancora nessuno sapesse come costruirne l’immensa cupola. Si pensa che l’aspetto dipinto sia quello secondo un modello approntato da alcuni artisti compreso il Bonaiuti nel 1367 e poi effettivamente realizzato, ma con altri capimastri.

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