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Quando si parla di vino in Toscana con alcuni produttori, spesso ricevi pianti e lamenti. Per chi segue poco l’attività agricola o non la conosce, si immedesima nella loro disperazione. Ovviamente è si un lavoro impegnativo, ma in questa terra toscana, come del resto altrove, i risultati li fornisce.

La cultura del vino è basilare per capire se acquistare quel prodotto piuttosto che altro, poiché si può spendere molto per una bottiglia, ma non avere il risultato sperato. Questa insoddisfazione è soprattutto all’estero, quindi come risolvere il problema ?

In aiuto dei produttori ecco gli OCM Vino.

Prendiamo in esame una particolare e nota zona: Montalcino. Nel 2015 sono stati ben 22 i progetti ammessi a finanziamento OCM, per un contributo comunitario di 7,02 milioni di euro, che ha attivato una somma complessiva di 15,7 milioni di euro.

Che cosa sono i fondi OCM ed a cosa servono ?

L’ OCM vino è la regolamentazione unica dell’Unione Europea che detta alcune norme riguardanti il settore vitivinicolo, sia per quanto riguarda le norme di produzione che i contributi a fondo perduto assegnati alle aziende.

I finanziamenti e i contributi dell’OCM vino sono assegnati dal Ministero per le Poitiche Agricole e dagli assessorati per l’agricoltura delle singole Regioni e provincie autonome.

L’ocm vino paesi terzi assegna contributi a fondo perduto per le spese relative alla promozione del vino all’estero, come la partecipazione a fiere, la degustazione nei ristoranti, o la semplice pubblicità. Molto importante la possibilità di finanziare il vino utilizzato nelle degustazioni all’estero oppure di finanziare l’incoming di potenziali clienti presso la propria cantina.

Il bando OCM vino Paesi Terzi, permette di finanziare con un contributo a fondo perduto che va dal 50% all’80% , a seconda delle regioni di appartenenza, tutti i costi da sostenere per promuovere i propri prodotti fuori dall’Unione Europea.

Le spese finanziabili comprendono anche le attività internet, compreso la programmazione di contenuto dei siti web.

Fonte: ocmvino.it

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Il Caso Montalcino

Al top per finanziamento quello dell’Ati guidata da “Casa Sola di Giuseppe Gambaro”, con 499.996 euro (per un progetto da 1,249 milioni di euro), seguito da quello di Fattoria di Calcinaia, con 499.942 euro (su 1,249 milioni di euro), e da quello Giuntini Antinori Massetti Federico, con 499.341 euro (su 1,248 milioni di euro).

Il progetto di Viticola Toscana Spa, con 497.912 euro (su 995.825 euro), e dell’Ati guidata da Le Corti, con 497.770 euro (su 995.541 euro).

Il finanziamento complessivo maggiore è andato a PromoSiena srl, società della Camera di Commercio di Siena: 777.903 euro, divisi in due progetti, dal valore complessivo di 1,55 milioni di euro.

Il progetto presentato da un team di cantine di Montalcino ha ricevuto un contributo comunitario a punteggio pieno (100 su 100), con un finanziamento pari al 50% dell’importo totale (237.551,73 su 475.103,46 euro).

A far parte del gruppo è una Associazione Temporanea di Impresa (Ati), composta da La Rasina, in qualità di mandatario, e dalle cantine Armilla, Campi di Fonterenza, Collemattoni, Fossacolle, La Magia, Lazzeretti, Podere La Vigna, Podere Le Ripi, Ciacci Piccolomini d’Aragona, Campigli Vannone Pierina, Cencioni Patrizia, Mulinari Francesco, Palazzesi Elia, Castello Tricerchi, Col di Lamo, La Mannella e Tenuta Fanti. Al secondo posto, con 96,7 punti ed un finanziamento al 50% (160.021,22 su 320.042,43 euro), la Ati “Donna Olimpia 1898 srl”, con Tenuta San Giorgio.

Al quarto posto si piazza, con 92 punti ed il 40% di contributo (499.996,16 su 1.249.990,40), la Ati “Casa Sola di Giuseppe Gambaro” che, tra le altre cantine conta, tra i produttori di Brunello di Montalcino, Il Marroneto e Piombaia.

La Associazione Temporanea di Impresa (Ati) che segue, sempre con 92 punti, ed un finanziamento al 40% (499.942,20 su 1.249.855,51 euro), è la “Azienda Agraria Fattoria di Calcinaia di Capponi” che, al suo interno, conta, di Montalcino le cantine La Gerla, Cinelli Colombini, Le Ragnaie, Siro Pacenti, San Filippo e Renieri. Ancora a 92 punti e con un finanziamento di 108.158,66 su 270.396,64 pari al 40% è Poggio San Polo, che si è presentata con un progetto interamente studiato sulla cantina.

Al 9° posto della graduatoria si piazza la Ati “Giuntini Antinori Masseti Federico”, dove compaiono alcune cantine di Brunello come Casanova di Neri, Tenute Silvio Nardi e Tenuta Valdicava, con un finanziamento del 40% (499.341,48 su 1.248.353,69 euro).

Per trovare ancora cantine di Brunello, che hanno potuto attingere al contributo comunitario, bisogna scendere in graduatoria al posto n. 11 la Ati “L’Eccellenza Toscana in Usa e Cina”, con Poggio al Sole ed un finanziamento di 487.777, per proseguire, al 12°, con “Castello d’Abola Società Agricola Semplice” e le cantine Argiano, Mastrojanni e Villa I Cipressi.

Al 13° posto ci sono Uccelliera e La Fornace, con la Ati “S.M. Tenimenti Pile e Lamole e Vistarenni e San Disdaio”, ed un finanziamento pari a 392.094,87. “World Wide Wine – Ati” si piazza al 14° posto, con un finanziamento pari al 50% del costo del progetto (340.646,60 euro), dove sono inserite anche la cantina di Brunello Poggio al Sole. In posizione n. 15 si piazza la Ati “Divinae Terrae”, con 497.912, 54 euro di finanziamento, che vanno anche alla cantina di Montalcino Tenuta Vitanza.

La classifica prosegue con una Ati che ormai è “affezionata” ai contributi comunitari “Le Corti Spa Società Agricola”, dove compaiono Canalicchio di Sopra e Col d’Orcia, che, al 16° posto, si aggiudicano un contributo pari a 497.770,61 euro su 995.541,22.

Al numero 18, con un finanziamento pari al 50% del totale (564.809 euro), dove compaiono, a rappresentare Montalcino Franceschi Leopoldo e Livia (Il Poggione), Le Macioche e San Felice, si trova PromoSiena Srl, che compare anche al n. 19 e un finanziamento di 495.499,50 euro.

Fonte: http://ibrunello.com/?p=10060

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