Toscana, Turismo responsabile in bicicletta

La bicicletta ci permette di riappropriarci dello spazio, del tempo e delle relazioni umane, la sua bellezza ed utilità rivendicano la necessità di una vera rivoluzione urbana. Quando ci si sposta in bicicletta si è più attenti agli altri, si sviluppano relazioni umane più dirette in un’epoca in cui la tecnologia e le abitudini le rendono più astratte. Ci fa sentire nobilmente ecologici od ambientalisti e siamo stimolati dal nostro istinto ludico, perché la bici ci fa fare del moto, consumare calorie ma nel più totale divertimento. Ci fa scoprire o riscoprire la propria città o il proprio paese ed il suo circondario, campagna o mare che sia (etnologo e antropologo Marc Augè).

Il termine responsabile deriva dal latino respondeo: “che risponde, che è garante di”. Il viaggiatore responsabile diventa parte integrante del luogo, in un certo senso entra a far parte della comunità locale ed è consapevole delle proprie azioni. Raggiungere questo obiettivo lontano da casa è davvero un’esperienza eclatante. Il cicloturista responsabile si informa in anticipo su situazione politica e su usi e costumi del paese che andrà a visitare e – una volta giunto a destinazione – diventa parte integrante di quell’ambiente, comportandosi nel rispetto delle tradizioni e della natura, assaporando cibi locali e interagendo con la gente del posto.

Questo vuol dire vivere una vera esperienza di cicloturismo, iniziando dal dormire in piccole strutture ricettive capaci di sapere cos’è l’accoglienza e la ospitalità, piuttosto che pernottare in anonimi e lussuosi hotel. Il cicloturista dovrebbe poi contribuire all’economia del luogo, acquistando artigianato locale nei mercati e nei piccoli negozi, scegliendo piccoli ristorantini e piatti della tradizione locale e scegliere per l’accompagnamento delle guide freelance piuttosto che di società o agenzie di servizi. Il Cicloturista responsabile osserva la gente locale e interagisce con essi, imparando le loro abitudini per rispettarle. In pratica bisogna partecipare attivamente alla vita locale, creare occasioni di incontro sociale e cercare di conoscere il luogo, osservando ed imparando a rispettare anche le piante e gli animali che abitano nel territorio, poiché bisogna preservare, conservare e migliorare l’ambiente affinché è possibile accrescere la biodiversità. Per coloro che praticano la mountain bike ricordiamo di essere consapevoli del proprio impatto sull’ambiente e, dove possibile, ridurlo, quindi proteggete la fauna selvatica locale. Educate chi sta accanto a Voi in bicicletta nel comportarsi rispettando la natura. Le statistiche ci rivelano che sono oltre sei milioni i cicloamatori europei e duemilioni a livello italiano.

La Regione Toscana ha organizzato il primo censimento degli itinerari cicloturistici sul proprio territorio in modo da realizzare delle nuove e importanti guide. Il Progetto Turismo in Bicicletta rientra nell’ambito delle sinergie fra Stato e Regioni e tra Regioni e Regioni. Il progetto del cicloturismo è uno dei 52 progetti nati da cofinanziamento statale e dalla collaborazione tra le Regioni che, negli ultimi anni, hanno ampliato e messo a punto alcuni di quei prodotti che rendono l’offerta turistica italiana senza eguali nel mondo.

La Regione Toscana è la prima ad avere concretizzato una legge apposita per la mobilità dei ciclisti, aiutando in questo modo anche coloro che svolgono il cicloturismo; infatti sarà possibile visitare il territorio, godere di questo meraviglioso paesaggio le unicità ambientali.  Le migliaia di chilometri di piccole strade di campagna, comunali o interpoderali, e tutti gli argini dei fiumi, diventeranno più percorribili e vivibili grazie all’impegno di chi crede a questa mobilità ecologica.

“La bicicletta insegna cos’è la fatica ed insegna a vivere la vita con occhi differenti. Il ciclismo è un lungo viaggio alla ricerca di se stessi.”.

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