Urs Fischer: Universo creativo tra logica e assurdo

L’artista Urs Fischer dà rilievo al processo ideativo che precede la creazione dell’opera, alla ricerca che spesso è per tentativi ed errori. Alla confusione che alberga entro ogni essere umano e che rischia di emergere nei momenti storici, sociali o individuali, gravemente critici e frustranti.

In Toscana, a Firenze, ha posizionato in Piazza Signora una scultura in alluminio alta 12 metri, “metafora della semplicità e della primordialità del gesto umano che plasma la forma”; essa ha creato, in chi la osservava – dopo sole poche ore dalla sua istallazione – già numerose polemiche circa il senso che un’opera come questa possa ricoprire.

Le definizioni sui social sono state impietose, in quanto, in un periodo “buio” come questo in cui troppo spesso si viene a parlare di vero e proprio vilipendio dell’arte da parte di certi politici, sembra che quel monumento esprima “grossi escrementi grigi”, dedicati a chi, non si sa ed è dato di saperlo.

I Fiorentini, come al solito goliardicamente polemici, da noi intervistati, preferirebbero far osservare ai turisti stranieri le bellissime opere che Firenze possiede, e non essere deturpata da installazioni che di logico hanno soltanto il senso per chi decide di autorizzarle. Ovviamente queste installazioni possono trovare posto in contesti ben precisi, ma non certo Piazza della Signoria.

Ma chi è il curatore di tale mostra a cielo aperto in Piazza Signoria ? Si chiama Bonomi.
Nel ’93 Francesco Bonami curò una sezione di Aperto, la mostra coordinata da Helena Kontova per la Biennale di Venezia diretta da Achille Bonito Oliva. Tra i giovani artisti che scelse di portare, quello di cui si parlò di più fu Gabriel Oroczo che espose la scatola di scarpe vuota. Bonami ce l’ha a morte con i «patetici veneziani» (probabilmente anche con i fiorentini) che nel 2013 rimossero da Punta della Dogana la statua del «magnifico e visibilissimo» Ragazzo con la rana di Charles Ray. Per lui, un genio.

“Il comunismo, meglio del capitalismo, ha capito che alle persone, in particolar modo agli artisti, più della democrazia sta a cuore il denaro”.

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Di seguito il commento di “Mariarita Signorini, presidente regionale di Italia Nostra Toscana”:

“L’innalzamento di una gigantesca scultura in piazza Signoria, sia pur evento temporaneo e limitato nel tempo e opera dell’artista svizzero ampiamente riconosciuto, desta quanto meno stupore. A pochi giorni dal legittimo e apprezzabile richiamo del soprintendente Pessina sull’installazione non autorizzata della ruota panoramica alle Cascine, la presenza di un oggetto di dimensioni eccezionali al centro di piazza Signoria provoca forti perplessità”.

“Viene da chiedersi – continua Signorini – come sia stato possibile che il competente Ufficio di tutela abbia autorizzato la presenza di tale opera contemporanea le cui dimensioni sono, di tutta evidenza, incompatibili rispetto al contesto. Le visuali della Loggia dei Lanzi, degli Uffizi appaiono compromesse dall’enorme scultura. A termini di legge – conclude la nota – tale intervento che produce forte alterazione del luogo, sembra in totale contrasto con il rispetto dovuto ad alcuni fra i principali monumenti della città, i quali inevitabilmente appaiono in secondo piano e come secondari rispetto al protagonismo assoluto dell’opera esposta”.

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Alla presentazione a Palazzo Vecchio ovviamente c’era la solita stampa, il resto, i giornalisti indipendenti e neutri (nel vero senso della parola) quelli che fanno informazione vera, era assente.

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Posted by on 24 settembre 2017. Filed under ARCHIVIO, CRONACA. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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